| categoria: In breve, Senza categoria

Reality maledetto, medico suicida dopo la morte del concorrente

Un reality show di sopravvivenza che doveva essere intrattenimento e che invece si e’ trasformato in tragedia. Dopo la morte di uno dei concorrenti, dieci giorni fa in Cambogia per un arresto cardiaco durante le riprese, si e’ suicidato oggi il medico di produzione che gli aveva prestato i primi soccorsi. In una lunga lettera alla famiglia, ha spiegato di non essere in grado di sopportare il peso delle critiche e di quella disgrazia. E ha espresso le sue ultime crude volonta’ contro quella Francia che lo ha messo alla gogna: ”La sola cosa che voglio e’ che il mio corpo sia cremato in Cambogia. Senza mai piu’ passare dalla Francia”. Thierry Costa, 38 anni, era un esperto in medicina d’urgenza, e da quattro stagioni televisive lavorava per la trasmissione Koh-Lanta (simile a Survivor), effettuando controlli sulla salute dei partecipanti prima e durante il gioco, e prestando le prime cure in caso di incidenti o malattie. Nel caso di Gerard Babin, il concorrente venticinquenne morto per un attacco cardiaco durante la prima prova su una spiaggia cambogiana, il suo operato e quello dell’equipe di produzione e’ stato pero’ messo in discussione da alcune testimonianze anonime diffuse dai media transalpini. I soccorsi sarebbero stati prestati troppo tardi, con una logica che aveva dato priorita’ alla resa televisiva piuttosto che alla sopravvivenza del giovane. Una tesi che gli autori di Koh-Lanta avevano da subito smentito, ma che era rimbalzata tra siti, radio e tv francesi per diversi giorni, creando un ambiente di sospetto divenuto insopportabile per Costa. ”Non potro’ mai piu’ incrociare uno sguardo in Francia senza chiedermi se sia pieno di disprezzo per me”, scrive il medico nella lettera d’addio, pubblicata dal sito del quotidiano Le Parisien con il consenso della famiglia. ”Ho iniziato con la medicina 20 anni fa e mi sono sempre applicato a lavorare molto – dice ancora – con rispetto del paziente e amore per la medicina, e in conformita’ al giuramento di Ippocrate. Oggi ho la sensazione che tutti questi sforzi siano stati annullati da articoli pieni di menzogne”. Il messaggio, scritto a mano sulla carta intestata dell’hotel cambogiano che ospita l’equipe della produzione, esprime grande tristezza e senso di colpa verso i propri familiari e verso quelli della giovane vittima, ma anche una forte volonta’ di riscattare il proprio operato. ”Sono sicuro di aver trattato Gerald in modo rispettabile, come un paziente e non come un concorrente – afferma Costa -. Gli auguro di riposare in pace”

Ti potrebbero interessare anche:

SCHEDA/ Da Gezi Park a Youtube, i dieci terribili mesi di Erdogan
Dopo un mese di guerra c'è l'accordo, scatta la tregua a Gaza
Isis, le bombe della coalizione sul pincipale impianto di gas
BOX/ Giubileo, nuovo piano di opere, da settembre cantieri H24
VITERBO/ Sgominata banda di rapinatori, c'erano addetti a sopralluogo e maschere
Nuovo stadio? Per ora l'As Roma trasloca all'Eur



wordpress stat