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Napolitano aspetta i saggi, i partiti pensano già alla conquista del Colle

Napolitano aspetta i saggi, i partiti sono già un passo avanti, a loro interessano le cose concrete, pensano già alla conquista del Colle. Lo scontro sulla figura del nuovo presidente della Repubblica prevale sulla ricerca di una soluzione per dare un Governo al Paese. Tanto che i Grandi elettori potrebbero essere convocati celermente, forse gia’ il 18 aprile. Bersani oggi si e’ spinto fino a ritenere probabile che l’indicazione di 8-10 giorni per il lavoro dei saggi – pardon, dei facilitatori – possa significare che la ”ripartenza” sara’ consegnata al nuovo presidente. Certo tra 10 giorni il clima politico non potra’ che essere incandescente, visto che solo pochi giorni dopo potrebbero essere convocati i Grandi elettori. C’e’ da ricordare tuttavia che il presidente Napolitano ha di recente confermato che completera’ il proprio mandato ”fino all’ultimo giorno”. E’ logico comunque pensare che il capo dello Stato difficilmente rimarra’ inattivo in questo lasso di tempo. Fin qui la partita del Governo. Al di sotto del Colle infuria il gioco cruento del toto-nomine per il prossimo settennato. Tra grillini che si consultano via web e cercano una rosa di loro nomi (Gino Strada?), il Pdl tiene alti i toni passando dai veti a Romano Prodi alle aperture ad un Napolitano-bis. Confermando cosi’ che tutto dipende da un accordo sul prossimo presidente. Il pdl da giorni alza le barricate per avere un moderato al Quirinale, ben sapendo che il centrosinistra ha i voti per eleggersi quasi da solo un capo dello Stato (gli mancano solo 9 voti per arrivare al numero magico di 504) alla quarta votazione. Tutto cio’ anche se oggi Pier Luigi Bersani ha confermato che il Pd intende ricercare una ‘larghissima’ maggioranza. In questo caso il centrosinistra potrebbe spingere o verso un nome non politico, in grado di aprire alle altre forze in parlamento, tipo quelli di Gustavo Zagrebelsky o Stefano Rodotà. Oppure se si orienta per lo strappo c’e’ un solo nome in pole position: Romano Prodi, la scelta piu’ temuta dal Pdl. In caso di accordo con Berlusconi potrebbero trovare spazio Giuliano Amato, Franco Marini o lo stesso Napolitano. Outsider – con il voto dei montiani – resta l’economico’ Ignazio Visco. A sentire i politici ragionare così tremano i polsi. Sono ancora prigionieri delle vecchie logiche, non sanno pensare diversamente. Il paese ha bisogno d’altro, per non andare a fondo.

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