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Il Napolitano furioso: non sto perdendo tempo

”Noi non stiamo perdendo tempo” e tutti sanno quello che si sta facendo in questi giorni al Quirinale: ”facilitare” il quadro politico lavorando su pochi punti precisi. Ma se lo stallo tra le forze politiche continua, due cose devono essere chiare a tutti: Giorgio Napolitano non si ricandida e spettera’ al nuovo capo dello Stato tentare di sciogliere il nodo della crisi. O direttamente le Camere per tornare al voto. In ogni caso Napolitano si dimetterebbe subito dopo l’insediamento del nuovo presidente. Si respira aria di consapevole realismo in queste ore al Colle dove continua il lavoro dei ‘saggi’ nonostante oggi sia stata una giornata sfortunata. L’ex presidente della Consulta Valerio Onida e’ infatti incappato in un devastante infortunio che ha messo in serio imbarazzo Napolitano e l’impianto stesso delle due commissioni, costringendolo ad intervenire per placare l’ira del centrodestra. Onida infatti, oltre ad aver detto che la scelta dei dieci saggi serviva a prendere tempo ha anche espresso giudizi non lusinghieri su Berlusconi. Il tutto in una telefonata registrata con una finta Margherita Hack. Napolitano ha cosi’ risposto indirettamente a Matteo Renzi che oggi lamentava una perdita di tempo mentre il Paese soffoca nella crisi. E a dimostrazione dell’attenzione del Colle ai problemi del Paese domani salira’ al Quirinale il ministro Piero Giarda per illustrare come il governo sta impostando il decreto sui debiti della pubblica amministrazione verso le aziende. Un provvedimento che Napolitano chiede da tempo e che ora, si e’ appreso, vuole che sia costruito bene. ”Le misure per sbloccare i pagamenti della P.A. alle imprese sono urgenti, e queste ed altre misure dovranno essere definite rapidamente”, diceva infatti il capo dello Stato gia’ lo scorso 13 marzo dopo un incontro con il presidente di Confindustria Squinzi. Ma se l’attenzione sui provvedimenti dell’esecutivo e’ costante, il presidente assiste preoccupato anche al ripetersi – anzi l’accentuarsi – di dichiarazioni bipartisan a favore di una sua rielezione al Colle come presidente di garanzia. E anche oggi, quasi sfuggendo ai giornalisti che gli chiedevano se avrebbe fatto nuove consultazioni al termine del lavoro delle due commissioni, ha risposto sibillino: “sapete quello che sto facendo e quello che non farò”. Niente consultazioni quindi, se lo stallo persiste; e via, tutta una tirata fino al 18 aprile quando i grandi elettori cominceranno a votare. Ma non solo: Quel ”sapete quello che non faro”’, si spiega al Quirinale, era riferito ancora una volta al fatto che non ha la minima intenzione di ricandidarsi per un altro settennato.

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