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QUIRINALE/ Il cavaliere freme: ora Bersani più debole, dovrà parlare con me

Non c’e’ stato ancora nessun contatto telefonico tra Silvio Berlusconi e Pierluigi Bersani. Gli ambasciatori dei due leader (Angelino Alfano ed Enrico Letta) continuano a lavorare per preparare il faccia a faccia, che dovrebbe tenersi la prossima settimana per evitare di arrivare troppo a ridosso delle elezioni del presidente della Repubblica. Allo stato, mancherebbero ancora le condizioni per l’atteso colloquio chiarificatore sul governo e il Quirinale, ma qualcuno azzarda che la coppia ‘B & B’, come l’hanno ribattezzata alcuni azzurri, potrebbe vedersi entro il week end, lontano da occhi indiscreti, in un ‘luogo neutro’, come spesso avviene in questi casi. Il Cavaliere anche oggi e’ rimasto ad Arcore e non avrebbe nessuna intenzione di mollare l’osso sulla casella del Colle. Eppure, sembrano essere caduti i veti su un ‘candidato di sinistra’. Berlusconi sa che un candidato di centrodestra non ha possibilita’. E si acconcia a sostenere un moderato, anche se espressione dell’altra parte. In ogni caso, il Cav vuole essere determinante. Bersani e’ alle strette, se vuole combinare qualcosa deve parlare con me, non ha alternative, avrebbe detto ai suoi il leader pidiellino. L’ex premier poi cerca di far leva sulle divisioni del Pd: l’attivismo di Renzi spingera’ Bersani a trattare con noi. Un segretario del Pd indebolito, ragiona, sara’ costretto a scendere a compromessi con noi sul Quirinale. E senza un accordo subito sul nuovo capo dello Stato, assicurano a palazzo Grazioli, non si formera’ nessun governo. Berlusconi poi resta convinto che il lavoro degli esperti indicati da Napolitano non portera’ a nulla. E lo scivolone di Valerio Onida oggi non ha fatto altro che aumentare l’irritazione ai piani alti di via dell’Umilta’ verso il gruppo di lavoro per le riforme. La richiesta di dimissioni di Onida viene ‘rinfoderata’ solo dopo le scuse formali.A Berlusconi, raccontano, potrebbe andar bene al Colle un moderato che non sia proprio chiara espressione del centrodestra, purche’ offra le dovute garanzie, soprattutto sul fronte giustizia. Nel Pdl molti scommettono che questo identikit corrisponda a quello di Franco Marini. Un nome che mette d’accordo tutti e che ‘tenta’ anche parte dei grillini per la sua estraneita’ alla ‘casta’. Al momento, siamo solo ai rumors. Poi chissa’. Un’altra indiscrezione che circola e’ quella che Berlusconi abbia in realta’ un ‘nome coperto’, il classico coniglio da tirar fuori dal cilindro al momento opportuno. Molti nomi apparsi sulla stampa, dicono dalle parti di via dell’Umilta’, rischiano di essere gia’ bruciati: da Pierluigi Castagnetti a Sergio Mattarella a Emma Bonino. Allo stato, l’ipotesi Massimo D’Alema viene considerata difficilmente praticabile, mentre resterebbero stabili le quotazioni di Giuliano Amato. Il Cavaliere e’ pronto a confrontarsi con Bersani, ma non accettera’ ‘paletti’ per il Colle. Se il faccia a faccia con il leader Dem dovesse andar male, dicono a palazzo Grazioli, e il Pd forzasse la mano imponendo un suo candidato alla presidenza della Repubblica, per il Pdl c’e’ solo una strada: le urne. Sondaggi alla mano, Berlusconi si sente gia’ in campagna elettorale e usera’ la piazza (meno la tv) per lanciare la sua nuova sfida.

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