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Zara sfrutta lavoratori-schiavi in Argentina?

Zara sfrutta i lavoratori-schiavi in Argentina, anche minorenni, sottoponendoli ad orari massacranti, dalle sette del mattino alla 11 di sera, senza sosta. La denuncia contro Inditex, il colosso spagnolo dell’ abbigliamento noto mondialmente per la sua marca Zara, viene da una Ong argentina, secondo cui in vari laboratori della regione di Buenos Aires lavorano gli operai-schiavi. La Alameda – una associazione argentina che si occupa di traffico di esseri umani, il cui presidente Gustavo Vera e’ molto vicino a Papa Francesco da quando era arcivescovo di Buenos Aires – ha lanciato una campagna contro Zara, denunciando l’azienda presso la procura speciale per la lotta contro il traffico umano e l’estorsione (Ufase). Vera ha raccontato alla stampa locale che la sua Ong ha visitato tre laboratori, dove ha visto ”operai sequestrati che lavoravano anche 15 ore al giorno in condizioni disumane”. In uno dei casi si trattava di ”immigranti boliviani, molti del quali in situazione irregolare”. In un altro laboratorio La Alameda ha scoperto sette operai stranieri con i documenti in regola ma sottoposti a orari massacranti. Vivevano sul posto con seri limiti alla liberta’ di spostamento e in condizioni igieniche inadeguate. Non e’ la prima volta che la multinazionale spagnola – di proprieta’ di Amancio Ortega, uno degli uomini piu’ ricchi del mondo – viene denunciata per lo sfruttamento dei lavoratori impiegati in loco. Nel 2011 Inditex aveva dovuto pagare una maxi multa di 1,4 milioni di euro in Brasile per lo stesso motivo, e l’anno scorso e’ stata inclusa in una lista nera stilata dal Centre for Research on Multinational Corporations per le sue attivita’ di produzione in India. Un portavoce dell’azienda ha reagito sostenendo che ”queste accuse ci colgono di sorpresa e sulla base delle poche informazioni a nostra disposizione, possiamo intanto garantire che uno dei laboratori in questione non ha nulla a che fare con i nostri fornitori certificati in Argentina”. Il portavoce ha aggiunto che il gruppo Š ”disposto a lavorare con La Alameda, ma non siamo stati contattati, ne’ da loro ne’ dalle autorita’ argentine”. Fonti locali di Zara hanno infine ricordato che ”abbiamo una politica di tolleranza zero per questo tipo di situazione: nell’ultimo biennio abbiamo realizzato 300 controlli sui 60 fornitori che abbiamo in Argentina e sono risultati adeguati agli standard di lavoro che abbiamo fissato”.

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