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Monti indignato rivendica i suoi risultati, “Non sono io che ho perso tempo”

Varato l’atto conclusivo del suo governo, Mario Monti si toglie l’ultimo sasso dalla scarpa per lanciarlo dritto contro i partiti. ”Permettetemi di esprimere la mia sorpresa e leggera indignazione per le tante espressioni di severa critica al governo che ha impiegato due o tre giorni in piu’ del previsto”, premette il presidente del Consiglio, durante la conferenza stampa in cui, con a fianco Vittorio Grilli e Corrado Passera, illustra il decreto che permettera’ alle imprese di incassare 40 miliardi di crediti dalle amministrazioni locali. Critiche, aggiunge piccato il presidente del Consiglio, ”provenienti da quelle forze politiche che nel corso del decennio hanno provocato” il problema. Segue una puntuale rivendicazione di quanto fatto, a cominciare dall’aver ottenuto maggiori margini di manovra in Europa. Nonostante cio’, prosegue con occhio severo soprattutto verso il Pdl osservando come ci siano state ”manifestazioni variopinte, spesso fuori dai binari istituzionali e di incitazione” a pagare tutti i debiti delle P.A. Che ce l’abbia con Silvio Berlusconi appare chiaro: ”Le critiche – dice – venivano da protagonisti di fasi politiche nelle quali l’Italia aveva creato questo dramma” scaricandolo sulle imprese e, cosi’ facendo, soffocandole. Ma ce n’e’ anche per il Pd. Ed in particolare per Stefano Fassina. Monti approfitta della domanda di una giornalista dell’ Unita’, per ricordare un editoriale del responsabile economico dei Democrat dal titolo eloquente: ”Politica economica, finalmente si cambia rotta”. Proprio cio’ che Monti contesta: ”Non c’e’ nessuna inversione rotta”, precisa, negando che il suo esecutivo si sia convertito alla teoria del rilancio economico attraverso una maggiore spesa pubblica. Il professore, pur con il consueto tono pacato, e’ un fiume in piena. Ringrazia Grilli e Passera, negando implicitamente screzi fra i due, e nel farlo sottolinea come ”una volta posata la polvere” il lavoro del suo governo sara’ guardato diversamente. Infine, a chi ritiene che il dl potesse essere varato mesi fa, replica secco: ”Non avremmo potuto farlo perche”’ dalla Ue non c’erano ancora ”spazi disponibili” e andare ”fuori dalle soglie” comunitarie avrebbe comportato una risposta negativa dei mercati, con conseguenze nefaste sui tassi di interesse. Ora invece la speranza e’ che l’Europa ”chiuda la procedura per deficit eccessivo in maggio”. Eredita’, ricorda, di cui potra’ godere il prossimo governo che avra’ i bilanci ”ripuliti” da certe ”pecche del passato”. Il premier conclude auspicando che l’iter parlamentare sia ”scorrevole” e ”adeguato” all’urgenza del caso. Speranze che potrebbero pero’ infrangersi contro la piccata risposta del Pdl che forse, proprio perche’ offeso dalle frasi del professore, promette di studiare a fondo il provvedimento: ”Siamo noi indignati con lui”, dice ad esempio Maurizio Gasparri, che avverte: ”Saremo pronti a migliorare misure che dovessero rivelarsi parziali, tardive insufficienti”. E anche Renato Brunetta non va per il sottile, lamentando l’assenza di un testo. Critica anche la Lega che con Gianluca Pini avverte: studieremo ogni parola del testo, siamo pronti a correggerlo. Soddisfatto invece Graziano Del Rio – presidente dell’Anci considerato vicino a Matteo Renzi – che ringrazia il premier per quanto fatto: ”La soddisfazione per il risultato raggiunto si affianca a quella per il significativo impegno profuso dal governo e da Monti”. Mentre Fassina, ignorando la replica del professore, si limita a valutare positivamente il testo, avvertendo pero’ che si dovra’ ora ”entrare nel merito”. Scontato il plauso di Scelta Civica. Mentre dal Movimento di Beppe Grillo l’unico a parlare e’ Vito Crimi. Il capogruppo rivendica che la priorita’ data alle imprese rispetto alle banche e’ merito del M5S, ma assicura: ”Ora si dovra’ vigilare sull’iter del procedimento”.

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