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Venezia, stop alla pubblicità sui restauri. San Marco respira

E’ la fine di uno ”scandalo” e di una forma ”arrogante di risolvere i problemi”. Cosi’ Alberto Nardi, Presidente dell’associazione Piazza San Marco di Venezia, plaude all’entra in vigore del decreto, di portata nazionale, pubblicata sulla Gazzetta Ufficiale, che norma e disciplina (e mette una stretta) alle pubblicita’ sui cantieri di restauro di monumenti storici. ”Abbiamo lottato per anni – rileva Nardi – per tutelare la Piazza e gli altri luoghi di Venezia dove sbucavano enormi cartelloni spesso di cattivo gusto: ora finalmente si dice basta”. ”In Piazza San Marco – aggiunge – dovremo aspettare il 2014 perche’ scompaia quello che da anni oscura le Procuratie Napoleoniche ma finalmente si fa qualcosa”. Il ‘dramma’ della questione, precisa, ”e’ che i fondi delle pubblicita’ servivano per aprire i cantieri ma non per fare le opere necessarie, un aspetto sconcertante perche’ di fatto lo sfruttamento di Venezia avveniva non per la citta’ ma per le imprese chiamate a lavorare”. Il decreto sulle maxi pubblicita’ fissa le nuove norme tecniche e le linee guida da seguire in fatto di restauri e sponsor. D’ora in poi per contratti di sponsorizzazione superiori ai 40mila euro sara’ sempre necessaria una gara pubblica, eliminando quindi la possibilita’ di accordi diretti per tutti gli enti locali in caso di monumenti e palazzi storici. Per gli edifici e’ prevista la riproduzione dell’edificio interessato dai lavori, in modo da non alterare troppo la vista a turisti e residenti. Sara’ possibile in ogni caso mettere in vista marchi e pubblicita’, ma dovranno essere piu’ piccole.

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