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Papa Francesco inaugura la piazza dedicata a Wojtyla e si insedia come vescovo di Roma

“Con gioia celebro per la prima volta l’Eucarestia in questa Basilica Lateranense, Cattedrale del Vescovo di Roma”. Sono state queste le parole con cui Papa Francesco si è rivolto ai fedeli presenti alla celebrazione eucaristica dopo la sua presa di possesso della Cattedra di vescovo di Roma. Il Pontefice, che ha scoperto una targa che intitola la piazza antistante la Basilica a Wojtyla, ha ricordato che tante sono “le proposte mondane che sentiamo attorno a noi, ma lasciamoci afferrare dalla proposta di Dio, la sua è una carezza di amore”. E ha insistito: “Per Dio noi non siamo numeri, siamo importanti, anzi siamo quanto di più importante Egli abbia anche se peccatori”. Ancora una volta, nella sua omelia, Papa Bergoglio è tornato a parlare della pazienza di Dio, frutto del suo immenso amore per noi: “Chi ama comprende, spera, dà fiducia, non abbandona, non taglia i ponti. Dio è paziente con noi perché ci ama – ha aggiunto il Papa – Dio sempre ci aspetta, non si stanca”. E ha aggiunto: “Nella mia vita personale ho visto tante volte il volto misericordioso di Dio, la sua pazienza”.La piazza intitolata a Wojtyla. Prima della celebrazione della messa, Papa Francesco aveva ricordato il suo predecessore Giovanni Paolo II e, aiutato dal sindaco di Roma, Gianni Alemanno, ha scoperto la targa che intitola la piazza antistante il vicariato di Roma a Karol Wojtyla. Già stamani, in Piazza San Pietro, nella domenica che Giovanni Paolo II ha consacrato proprio al culto della Divina Misericordia, Bergoglio aveva citato il suo predecessore “che chiuse gli occhi a questo mondo alla vigilia di questa ricorrenza”.

In centomila a San Pietro. Stamani circa centomila persone, in piazza San Pietro, hanno ascoltato l’invito del Papa a non avere “paura di essere cristiani e di vivere da cristiani”. Francesco, recitando la preghiera mariana del Regina Coeli, che in tempo di Pasqua sostituisce l’Angelus, si è rivolto ai fedeli con il suo tradizionale “buongiorno” e poi ha aggiunto il saluto del Risorto: “Pace a voi”. Ma la pace, ha precisato, “è il frutto del perdono” e viene “dal fare esperienza della misericordia di Dio”.
L’omaggio dei romani a Francesco. Senza dimenticare Karol, Roma però si proietta già su Francesco. Nella basilica di San Giovanni in Laterano c’è infatti la cattedra episcopale capitolina e la prima visita del Papa in questa chiesa segna l’insediamento formale e inaugura ufficialmente il rapporto tra la diocesi e il suo pastore. Per manifestare l’obbedienza, oltre al vicario e ai rappresentanti del clero, dei diaconi , dei frati e delle suore, sono stati chiamati a salire sull’altare anche una coppia di sposi con i quattro figli e due ragazzi della pastorale giovanile, simbolo del legame del popolo laico con il vescovo.

Il cardinale vicario Agostino Vallini, che Bergoglio volle con sé anche affacciandosi per la prima volta dalla loggia di San Pietro, racconta in un’intervista alla Radio Vaticana dell’entusiasmo che ha percepito tra i fedeli romani: “Molti – rivela il porporato – mi hanno chiesto di farlo venire nelle parrocchie. Ho chiesto: Ma che cosa vi muove in questo sentimento?. E alcuni mi hanno risposto: Non lo sappiamo, ci è entrato nel cuore. Il Santo Padre l’ha saputo e ha detto: Non sono io, è il Signore che entra nel cuore servendosi anche di me”.
Il giro delle parrocchie romane il pontefice lo inaugurerà il 26 maggio nella scia di una consuetudine iniziata da Paolo VI. La prima tappa sarà nella chiesa dei santi Elisabetta e Zaccaria a Prima Porta, le altre arriveranno in autunno. A giugno aprirà invece il convegno diocesano, poi, a settembre, incontrerà i sacerdoti per Il calendario degli appuntamenti di Francesco è molto denso. Da lunedì riprenderanno le visite “ad limina apostolorum” che i vescovi di tutto il mondo compiono a rotazione per discutere in Vaticano dei problemi delle Chiese locali. Gli incontri si erano interrotti dopo l’annuncio delle dimissioni di Ratzinger e ora ripartiranno dai presuli toscani. Domenica prossima alle 17,30 Francesco celebrerà nella basilica di San Paolo fuori le mura. Poi si concentrerà sulla somministrazione dei sacramenti: il 21 aprile ordinerà nuovi sacerdoti in San Pietro e la domenica successiva, nella piazza vaticana, toccherà ai cresimandi. Il mese di maggio, dedicato al culto della Madonna, lo aprirà sabato 4 con la recita del Rosario in Santa Maria Maggiore e poi lo riserverà agli incontri: domenica 5 accorreranno a Roma le confraternite di tutto il mondo; la veglia e la messa di Pentecoste, invece, vedranno protagonisti i movimenti ecclesiali. Il 12 maggio, in piazza San Pietro, Francesco proclamerà i primi santi del suo pontificato: ci sono i martiri di Otranto e le religiose sudamericane Laura di Santa Caterina da Siena e Maria Guadalupe García Zavala.
. Nel frattempo, il Papa sta cominciando a progettare anche il nuovo assetto della curia vaticana. Mentre continuano gli incontri con i prefetti delle congregazioni, ieri è arrivata anche la prima, significativa, nomina. Ed è stata in linea con la sensibilità di Bergoglio allo stile francescano. Il nuovo segretario della congregazione per gli Istituti di Vita Consacrata e le Società di Vita Apostolica è infatti il ministro generale dell’Ordine dei frati minori, lo spagnolo José Rodriguez Carballo. Un incarico che prevede la nomina ad arcivescovo e che arriva dopo la decisione di invitare Carballo come primo concelebrante nella messa di inizio pontificato. Per i frati, smaltito l’entusiasmo, si tratterà ora di anticipare il capitolo generale per la scelta del nuovo ministro generale. Per la Curia, invece, si tratta di un altro segnale del rinnovamento.

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