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La Procura di Latina stronca le assunzioni “facili” della Provincia

Latina- via Costa, sede della Provincia di Latina


L’Ente di via Costa ha assunto 24 persone con un concorso “speciale” precludendo così il diritto all’intera cittadinanza. L’atto amministrativo firmato da Aldo Silvestri, indagato con Maria Antonietta Bochicchio, Patrizia Guadagnino e Ialongo, sono i 4 dirigenti “fedeli” alla Provincia di Latina

L’inchiesta firmata dal vicedirettore di Latina Oggi, Graziella Di Mambro mette in luce il marciume del fortino politico clientelare nell’ambito della Provincia di Latina in cui favori personali agli amici e mobbing per chi combatte il “sistema” sono intrecci speculari all’ordine del giorno. Si fa così e basta, altrimenti ci arrabbiamo. Non si usano pistole, ma suon di avvocati pronti a tutto, pagati con i soldi del bilancio della Provincia, soldi dello Stato, che metteranno in ginocchio cittadini che non hanno i soldi né per difendersi dalla denigrazione spicciola, né per affrontare processi in cui far valere i loro diritti. Uno di questi è il diritto di accesso al lavoro pubblico per tutti non solo per alcuni. «Spulciando tra i nomi dei 46 indagati emerge una sorta di «lottizzazione » delle assunzioni tra gli azionisti più importanti della politica provinciale, ossia Michele Forte, Armando Cusani, Claudio Fazzone, con qualche appendice tipo Enrico Tiero», scrive la giornalista Graziella Di Mambro nell’articolo di sabato scorso, il 6 aprile, pubblicato su Latina Oggi. I quattro politici di cui lei fa nome e cognome sono i capi bastone del centrodestra in provincia di Latina, in grado di fare lievitare i propri voti e quelli degli “amici” grazie alla promessa, quasi sempre mantenuta, di un posto di lavoro.

«Qualcosa nel meccanismo, pur collaudato, delle assunzioni», scrive Latina Oggi, «apparentemente legittime fatte dalla Provincia di Latina non ha funzionato e nel 2007 c’è stato l’errore “fatale”. Quello che ha portato all’inchiesta in corso che si muove lungo due tronconi, tutti e due però derivanti dallo stesso sistema, ossia le stabilizzazioni delle persone assunte a tempo determinato nei cantieri scuola. Che nel 2007 furono due».
Firmate entrambe, in ordine progressivo, la numero 902 e la numero 903, dal fidatissimo dirigente di Armando Cusani, presidente della Provincia e consigliere del comune di Sperlonga, il dott. Aldo Silvestri, uno che prima di firmare una determina sale ai piani alti di via Costa. E si mette in fila – di fronte allo staff personale della presidenza – prima dal capo gabinetto, un certo Giuseppe Simeone detto Pino (da poco eletto alla Pisana in qualità di consigliere regionale, divenuto tra l’altro uno dei membri dell’Ufficio di Presidenza, ma uno che sta pure al consiglio comunale di Formia assieme all’ex senatore Michele Forte, sindaco di Formia, comune in cui quest’ultimo esprime il suo potere politico da diversi decenni oltre a ricoprire da 1999 ad oggi la carica di presidente del consiglio della Provincia di Latina), poi da Cusani. Passaggi obbligati anche per Patrizia Guadagnino, dirigente a contratto per 70 mila euro anni, e funzionario a tempo indeterminato dell’ente. In barba alla legge Bassanini che dal 1997 ebbe l’idea della riforma del pubblico impiego, dopo l’onda d’urto di Tangentopoli. L’idea era questa: dirigenti da una parte e politico dall’altro, evidentemente non ha mai funzionato.

Ritorniamo al dirigente Silvestri, «materialmente, il 28 febbraio del 2007 firma due determine, la numero 902 e la numero 903 con cui indice due concorsi cosiddetti «riservati» per la stabilizzazione dei partecipanti ai cantieri scuola creati per potenziare ed implementare la rete degli uffici del lavoro presenti in tutta la provincia di Latina», prosegue Latina Oggi. «Un primo bando riguarda l’assunzione a tempo indeterminato di otto persone, il secondo altre sedici. Va detto che di queste una buona percentuale è stata sentita in questi giorni dalla guardia di finanza su delega del sostituto procuratore Giuseppe Miliano che procede con l’ipotesi appunto di abuso e la tesi in base alla quale queste assunzioni, oltre ad essere state fatte in violazione delle leggi che impongono concorsi pubblici, costituirebbero anche un danno per l’ente ed avrebbero generato un ingiusto vantaggio ai vincitori. Per tale ragione concorrono nel reato contestato a Silvestri anche le persone stabilizzate, ossia Simonetta Alberoni, Giuseppe Coriddi, Monica Graziani, Alessandra Bianchi, Tiziana Panza, Roberto Carnevale, Andrea Cardillo, Giuseppe Cassaro, Loredana Costantino, Pietro Di Lieto, Antonella Frattarelli, Enea Spada». Non è un capriccio della Procura di Latina quello di accusare di complicità anche i lavoratori. E’ ben strutturata l’accusa e lo spiega la giornalista Di Mambro. «Tutti quanti erano stati chiamati a far parte dei cantieri scuola sulla base di determine precedenti nelle quali veniva specificato, peraltro, che quella selezione in alcun modo poteva determinare un rapporto di lavoro con l’ente». Ecco la motivazione. Tutti i selezionati erano a conoscenza che si trattava di un progetto (finanziato dalla Ue) denominato “cantiere scuola” non finalizzato certo all’assunzione in Provincia e quindi il concorso non poteva essere “riservato” a chi non aveva nessun diritto esclusivo nell’accedere a un bando di assunzione per concorso pubblico.

«Improvvisamente nel 2007 proprio quelle «reclute» che sapevano di non avere in essere un rapporto di lavoro con l’ente si vedono proiettate nella pianta organica grazie alla determina di Aldo Silvestri, all’epoca dirigente del Settore Risorse Umane, e con il giudizio positivo dei componenti delle commissioni giudicatrici, cioè Maria Antonietta Bochicchio, Patrizia Guadagnino e Bruno Ialongo», prosegue Latina Oggi. Sono loro i verbali relativi al concorso «speciale riservato per la stabilizzazione dei lavoratori addetti al cantiere scuola lavoro per la ottimizzazione delle procedure amministrative dei centri per l’Impiego». In questi giorni la polizia giudiziaria delegata dalla Procura «sta verificando proprio la posizione dei dirigenti e come sia stata possibile la svista sulla interpretazione delle leggi che, invece, avrebbero vietato le assunzioni fatte in quel modo, ossia col concorso speciale». Inoltre, dall’inchiesta emerge anche che «Spulciando tra i nomi dei 46 indagati emerge una sorta di “lottizzazione “ delle assunzioni tra gli azionisti più importanti della politica provinciale, ossia Michele Forte, Armando Cusani, Claudio Fazzone, con qualche appendice tipo Enrico Tiero. Di “perfetti sconosciuti” alla politica non ce ne è neppure uno o forse sì, qualcuno è capitato per sbaglio». E, infine una curiosità: «tra gli stabilizzati», scrive la giornalista Graziella Di Mambro di Latina Oggi «anche qualche candidato che non è riuscito ad essere eletto in liste politiche delle amministrative del sud pontino. Capita pure questo. Essere parenti o amici di politici influenti e superare concorsi speciali, giustamente, non è reato. Ma aiuta tanto». Redazione Online News

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