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Pacco bomba alla Stampa, poteva esplodere

E’ la pista anarco-insurrezionalista quella privilegiata dagli investigatori della Digos di Torino che indagano sul pacco bomba recapitato oggi a La Stampa. Non vi è stata ancora alcuna rivendicazione, e non sono escluse anche altre piste, ma ordigni confezionati in modo analogo in passato conducono – secondo gli investigatori – alla strategia di destabilizzazione della Fai, la Federazione anarchica informale. Il questore di Torino, Antonino Cufalo, sta facendo visita alla sede del quotidiano.

I dipendenti dell’amministrazione, al primo piano dell’edificio di via Lugaro, dove la testata ha sede da alcuni mesi, sono rientrati negli uffici che erano stati evacuati per precauzione. La redazione, che si trova al piano terra, non è stata invece evacuata.

Il plico – spiegano gli artificieri dei carabinieri – conteneva dell’esplosivo ed era tecnicamente in grado di esplodere. Era “artigianale ma di buon confezionamento” e “avrebbe potuto provocare danni seri a chi avesse aperto il contenitore”. Il pacco è stato portato via per ulteriori analisi. All’interno un sistema meccanico in grado di innescare un ordigno che non ha funzionato.

È stato un dipendente dell’Editrice ad aprire la busta, di cartone e plastica all’interno, formato A4. Sulla busta non c’erano mittente né rivendicazioni. Inoltre, il pacco è risultato negativo al controllo del metal-detector in quanto la custodia del cd era ricoperta di tessuto. Gli artificieri stanno ora esaminando l’ordigno che, secondo quanto si apprende, non è esploso a causa del malfunzionamento della molletta dell’ innesco. La questura di Torino sta allertando le redazioni degli altri quotidiani torinesi, delle agenzie stampa e delle televisioni a prestare la massima attenzione alle buste in arrivo con la posta.

“Sono spaventato, mi è andata bene” racconta il dipendente addetto all’ufficio smistamento della corrispondenza, che ha aperto il pacco. “Mi sono insospettito – racconta – perché la busta aveva francobolli non timbrati. Quando l’ho toccata ho avuto qualche sospetto che potesse essere qualcosa di pericoloso e quando ho visto il contenitore porta-cd mi sono fermato e ho chiamato subito la sicurezza”.

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