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Per fisioterapisti e infermieri stress da record

In una struttura sanitaria che non sia a rischio chiusura o ridimensionamento per via della crisi, fisioterapisti e infermieri sono risultati in media piu’ stressati dei medici. Quello del burnout degli operatori sanitari e’ un tema caldo: studi eseguiti in paesi Europei, negli Stati Uniti ed in Asia hanno dimostrato che gli operatori delle strutture sanitarie possono presentare insoddisfazione lavorativa e stress tali da portarli ad abbandonare prima del tempo la professione. “Per questo motivo abbiamo condotto un’indagine sul personale di una struttura riabilitativa Abruzzese che poteva essere soggetto a rischio di stress lavorativo”, spiegano i ricercatori dell’Universita’ G. D’Annunzio di Chieti-Pescara, autori di un lavoro pubblicato su ‘Prevention & Research’. L’indagine e’ stata condotta in una casa di cura privata specializzata in medicina riabilitativa dell’Abruzzo, l’Istituto San Francesco d’Assisi di Vasto Marina, su 175 lavoratori (117 donne e 58 uomini) con differenti mansioni; l’85 % degli operatori aveva un contratto a tempo indeterminato. Il primo momento di analisi ha identificato gruppi omogenei di lavoratori, con caratteristiche comuni di rischio organizzativo. Il team e’ poi ricorso a questionari per valutare la percezione soggettiva dell’ansia, dello stress lavoro-correlato e della sintomatologia dei dipendenti. Ebbene, se i livelli di ansieta’ e di ‘job insecurity’ di tutti i gruppi esaminati sono risultati nel range dei valori normali, i fisioterapisti e gli infermieri presentavano livelli di ansieta’ piu’ elevati, domanda lavorativa elevata, discreti livelli di capacita’ decisionale e, nel complesso, livelli elevati di stress da lavoro. Situazione migliore per assistenti sociali, educatori e logopedisti, mentre i medici avevano livelli di ansieta’ non elevati e bassa percezione di sintomi soggettivi. I colletti blu presentavano livelli di ‘job strain’ analoghi a quelli degli infermieri e dei fisioterapisti. La percezione dei sintomi era correlata in modo altamente significativo con i valori di ansieta’ e di stress lavorativo. “Nel complesso possiamo definire che il ‘clima lavorativo’ dello staff di questo centro sanitario era di buona qualita’ con una percezione di ansieta’ e di timore di perdere il lavoro non elevata. Tuttavia i livelli di stress lavorativo dei fisioterapisti e degli infermieri professionali – spiegano i ricercatori – erano piu’ alti di quelli delle altre figure dello staff sanitario (medici, assistenti sociali, educatori e logopedisti)”. “La nostra indagine indica che nelle strutture socio-sanitarie e riabilitative sono necessari interventi sulla organizzazione del lavoro dei fisioterapisti e degli infermieri professionali (carenti di numero in rapporto alle richieste della popolazione che sta invecchiando) anche per impedire un abbandono anticipato della professione”, concludono gli autori.

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