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Lega, strappo congelato, Bossi chiama Maroni: resto

E’ alta tensione nella Lega Nord, dove si incrociano in continuazione voci di strappi e di chiarimenti. Oggi un gruppo di ‘fedelissimi’ di Umberto Bossi lascia trapelare che il senatur si sarebbe deciso a fare un passo verso l’addio alla Lega Nord, depositando presso uno studio notarile gli atti per la costituzione di un nuovo soggetto politico. Ma lo stesso ‘senatur’ smentisce recisamente: ”Non lascio la Lega, macche’ nuovo partito. Non mi passa neanche per la testa”. In realta’ l’ex leader del Carroccio da un notaio ci e’ andato, in compagnia della moglie Manuela Marrone e dell’ex senatore Giuseppe Leoni ma – e’ lui stesso a spiegarlo – solo per ”fare una associazione culturale, fatta dall’onorevole Leoni”. Lo studio notarile – spiegano fonti vicine all’ex leader del Carroccio – sarebbe lo stesso dove il 12 aprile 1984 Bossi, la moglie, il senatore Leoni, Marino Moroni e Enrico Sogliano fondarono la Lega Lombarda. D’altronde, anche la coincidenza delle delle date (il 12 aprile) non appare casuale in un partito che da’ molto valore alla simbologia ed alle ricorrenze. Sullo sfondo c’e’ la questione delle espulsioni. ”Questi sono un po’ matti: alla fine non restero’ li’ neppure io se va avanti cosi”’, aveva detto ieri Bossi. Quante saranno ancora non si sa. Ma e’ pressoche’ sicuro che domani Flavio Tosi arrivi al Consiglio della Liga Veneta Lega Nord con una sfilza di punizioni per i ‘ribelli’ di Pontida. E protezioni a livello federale, per chi dovesse essere raggiunto dalle espulsioni, non ve ne saranno, perche’ Roberto Maroni, parlando degli analoghi provvedimenti votati in Lega Lombarda, ha sottolineato che ”non c’e’ nessuna retromarcia, ma una nuova procedura che e’ stata applicata”. Dopo il caos della minaccia della nascita di nuovo partito e della smentita di Bossi, il ‘senatur’ e il segretario federale Roberto Maroni si sono sentiti in serata. Una telefonata per spiegare che non ci sara’ alcuno strappo. ”C’e’ gente che parla troppo – spiega Bossi – Anche sulle questioni delle espulsioni alla fine poi tutto passa da me da Maroni e da Calderoli. Il resto sono chiacchiere”. Eppure dell’ipotesi di un nuovo contenitore per raccogliere gli espulsi e gli epurati dal Carroccio si discute da tempo nella cerchia di fedelissimi del ‘Senatur’. L’ex senatore Leoni ha contattato nei giorni scorsi tutta la pattuglia del cosiddetto ‘cerchio magico’, la maggior parte dei quali finiti nelle liste degli espulsi. Leoni ha chiamato tra gli altri Marco Reguzzoni (ex capogruppo alla Camera), Paola Goisis, Giacomo Chiappori, Alberto Torazzi, Carolina Lussana. Non tutti hanno risposto positivamente, anzi. Poi spazio anche alla vecchia guardia nella quale figurano fedelissimi come il presidente della provincia di Como, Leonardo Carioni. Tutti contattati per ”parlare” del nuovo progetto da realizzare insieme a Bossi: ”L’associazione – spiega un militante – e’ propedeutica al nuovo soggetto politico”. Dell’argomento si parla al punto che circolano anche alcuni noni come ”Rinnovamento leghista”, ”Padania Libera” e ”Rifondazione leghista”. Politica mente, raccontano sempre alcuni degli uomini vicini al senatur, l’operazione servirebbe a Bossi per calmare gli animi di quei militanti che si sono sentiti ”abbandonati” dal vecchio leader. E fungerebbe da strumento di pressione nei confronti di Maroni e Tosi proprio in vista della kermesse veneta di domani.

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