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BASKET/ Bryant ko. Infortunio da incubo ma la carriera non è finita

”E’ terribile, ma ce la posso fare. La mia carriera finisce qui? Non scherziamo…”. Kobe Bryant crolla a terra per la rottura del tendine d’Achille e con lui va al tappeto tutta la Nba. La stella dei Los Angeles Lakers chiude la sua stagione a 3’08” dalla fine del derby californiano vinto 118-116 contro i Golden State Warriors. Il sipario cala quando lo score e’ sul 107-109: il numero 24 prova a superare Harrison Barnes in palleggio, va a terra e non si rialza. Si tiene la caviglia sinistra, si rimette in piedi su una gamba sola e va verso la panchina, dove lo attende Gary Vitti, storico fisioterapista dei Lakers. La risonanza magnetica, salvo sorprese, confermera’ la prima diagnosi: lesione del tendine d’Achille della gamba sinistra. Il 34enne restera’ lontano dai campi per diversi mesi dopo l’intervento chirurgico: minimo 6, ma lo stop potrebbe durare anche un anno intero. ”E’ terribile, terribile… Mi sembrava che mi avessero dato un calcio, ho provato a fare pressione sul tallone… ma niente…”, dice Bryant, trattenendo a stento le lacrime nei 7 minuti passati a rispondere alle domande dei cronisti. C’e’ chi prova a sperare nel miracolo e, magari, ipotizza un recupero lampo: ”Non riesco nemmeno a camminare…”, dice Bryant.
Le immagini del dramma sportivo invadono le tv e il web. ”Ho fatto un movimento che in carriera ho fatto milioni di volte. E il tendine e’ saltato… Speravo non fosse questo, ho provato ad alzarmi. Ma non posso camminare”, spiega. Dopo il ‘crac’, e’ addirittura tornato in campo per segnare 2 liberi firmando il 33° e il 34° punto della ‘solita’ serata straordinaria. Poi, zoppicando, se n’e’ andato negli spogliatoi con 44’54” di gioco all’attivo: in pratica, e’ rimasto sul parquet dall’inizio alla fine del match. Lo stesso aveva fatto nella gara precedente, 48 ore prima, con 47 punti segnati in 48 minuti di gioco sul campo di Portland. Nel campionato in corso, Bryant ha trascinato i gialloviola con 27,3 punti di media in 38,6 minuti a partita. Nelle ultime 6 gare, ha riposato al massimo un paio di minuti. Ha fatto gli straordinari per mantenere la promessa ‘urlata’ a febbraio: portare la squadra ai playoff. ”Non ho mai dovuto affrontare un’esperienza come questa”, dice ora in stampelle. Negli ultimi tempi ha dovuto fare i conti con problemi soprattutto alle ginocchia, non e’ piu’ un ragazzino. Ad agosto compira’ 35 anni, sa che dovra’ affrontare una lunga riabilitazione ma non ha nessuna intenzione di gettare la spugna. Secondo i dati evidenziati dal network Espn, dall’esordio nel 1996 Bryant ha giocato 54.755 minuti da professionista. Alle 17 stagioni Nba, ne vanno aggunte altre 3,2 se si considerano le partite di playoff e quelle con la maglia della Nazionale a stelle e strisce: insomma, ora dovra’ ripartire dopo oltre 20 anni a tutto gas sul parquet. (segue) (Gro/Zn/Adnkronos) 13-APR-13 11:51 NNNN
‘Altri giocatori hanno avuto quest’infortunio, posso solo rivolgermi a loro per vedere quale soluzione si e’ dimostrata piu’ efficace e quale ha permesso di tornare in campo il piu’ in fretta possibile”, dice. I Lakers, con un bilancio di 43 vittorie e 37 sconfitte, fanno un altro passo verso i playoff, ma nel momento clou della stagione Bryant non ci sara’. Tra le domande, spunta anche quella che chiama in causa coach Mike D’Antoni: se Bryant non fosse stato ‘spremuto’ nelle ultime settimane, si sarebbe ‘salvato’? ”Chissa’… Era tutto necessario”, dice il giocatore pensando al suo minutaggio recente. ”E’ solo una situazione imprevedibile”. ”Se dovessi rifarlo, magari ci penserei -fa eco D’Antoni-. Ma lui e’ un incredibile ‘competitor’. E’ andata cosi’, ora andiamo avanti”, aggiunge il tecnico, provando a voltare pagina e cercando di consolarsi con le prove che Pau Gasol e Dwight Howard hanno confezionato contro i Warriors. Il catalano ha realizzato la quinta ‘tripla doppia della carriera con 26 punti, 11 rimbalzi e 10 assist. Il centro ha risposto con 28 punti e 7 rimbalzi. Tra qualche giorno, il coach riavra’ a disposizione anche Steve Nash, ora ai box per un problema muscolare.
In realta’, il k.o. di Bryant impedisce ai Lakers di sognare: l’ottava squadra della Western Conference, senza la sua stella, non puo’ puntare ad un traguardo prestigioso nei playoff. ”Non potro’ essere in campo con i miei compagni, ma posso aiutarli magari ad analizzare i video. Posso dare una mano dalla panchina”, dice il numero 24. Ai messaggi di conforto inviati dai compagni, intanto, si aggiungono anche quelli degli avversari. ”Tornera’ piu’ forte di prima”, dice Gasol. ”Mi sento male per Kobe”, twitta LeBron James. ”Se c’e’ qualcuno che puo’ rientrare dopo un infortunio del genere, e’ lui”, aggiunge la stella dei Miami Heat. ”Prego per Kobe, spero in una ripresa veloce: non c’e’ dubbio, tornera’ fortissimo”, scrive Chris Paul, leader dei Los Angeles Clippers. Il percorso che attende Bryant e’ gia’ definito per sommi capi: ”Risonanza, intervento e poi il recupero”, dice il fuoriclasse dei Lakers. ”Nello spogliatoio ero davvero stanco e scoraggiato, davanti a questa montagna da scalare. Poi sono entrati i miei figli e mi sono detto ‘Devo dare un esempio’. Papa’ stara’ bene, posso farcela’, ha concluso prima di congedarsi dai cronisti con un sorriso. ”Mi sto gia’ caricando”.

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