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SCHEDA/ Quirinale, un palazzo da 230 milioni, ci lavorano in 1700

Agli italiani e ai media piace l’idea di poter considerare il presidente della Repubblica un nonno buono che vigila e protegge i suoi connazionali. Da Pertini a Ciampi fino a Napolitano, quell’immaginetta un po’ stereotipata è stata comunque considerata una garanzia. Ma tenere in piedi questo nonno degli italiani, con tutte le sue prerogativa ha dei costi imponenti, non è una battuta quella che sottolinea come la regina Elisabetta costi meno agli inglesi. Sebbene l’ultima gestione Napolitano abbia fatto del proprio meglio per contenere le spese, il Quirinale rimane un’istituzione mastodontica che, nel suo complesso, costa quasi 230 milioni di euro l’anno. Un’istituzione per la quale lavorano – in vario modo – oltre 1700 persone. Il palazzo che fu dei papi e poi della famiglia reale, ospita incredibili opere d’arte di ogni tipo disseminate nelle decine e decine di sale che compongono la struttura.Di particolare valore, solo per fare un esempio, la collezione di arazzi composta da 261 pezzi che documentano l’attività delle principali manifatture e centri di produzione tra il XVI e il XIX secolo. Incredibile anche la collezione di carrozze antiche, molte del settecento. Spulciando il bilancio pubblico del Colle (si trova sul sito internet della Presidenza della Repubblica) si registra che il trasferimento di soldi pubblici al Quirinale non aumenta da anni: si tratta di una dotazione di 228 milioni di euro, pari a quella degli anni 2010, 2011 e 2012. Con i tagli decisi da Napolitano la macchina della presidenza costa 3 milioni in meno rispetto a quanto costava nel 2009.Da più parti accusato di spese faraoniche e di costare più di alcune famose monarchie, il Quirinale quest’anno ha ufficialmente replicato sottolineando che le uscite “sono sostanzialmente in linea con i costi delle analoghe amministrazioni di altri Paesi”. Secondo il Quirinale non è possibile fare una comparazione con quanto accade in altri paesi, dove capi di Stato, re e regine hanno spesso “poteri prevalentemente formali”, e quindi hanno meno necessità di spesa. L’assegno annuale lordo del presidente della Repubblica è attualmente di 239.182 euro, congelato da Napolitano al livello del 2010. Tra le voci più costose del bilancio del Quirinale quella relativa alla tenuta di Castelporziano per la quale c’é uno specifico contributo del ministero dell’Ambiente di mezzo milione di euro. Nonostante la riserva abbia delle entrate (come i quasi 50mila euro derivanti dalla ‘vendita di esemplari di fauna selvatica della tenuta’) il suo mantenimento risulta piuttosto oneroso se si pensa che la sola gestione forestale e faunistica comporta una spesa di 120mila euro. Spulciando più in generale tra le spese del Quirinale, risulta che il Colle paga ben 10 milioni di euro di tasse, di cui 9 milioni e mezzo di Irap e 630mila euro di altre imposte. Acqua, luce, gas e tv costano al Quirinale più di 3 milioni di euro. Superano i due milioni e mezzo (2.620.828) le spese della voce ‘consiglieri e consulenti del Presidente della Repubblica’. Naturalmente parlando di Quirinale bisogna comprendere anche le ‘tenute’ come Castelporziano e villa Rosebery a Napoli.
La Tenuta Presidenziale di Castelporziano copre una superficie di circa 59 chilometri quadrati (5.892 ettari) e dista 24 chilometri dal centro di Roma. La Tenuta presenta la maggior parte degli ecosistemi tipici dell’ambiente mediterraneo e ospita anche diversi animali selvatici come cinghiali, daini, volpi e ricci. Villa Rosebery è invece estesa su una superficie di 66.056 metri quadri, si sviluppa in declivio verso il mare con un porticciolo privato. Nella parte più bassa del parco si trovano i fabbricati denominati “Casina a mare” e “Piccola foresteria”, prospicienti il porticciolo. Può bastare? Che se ne fa un presidente di tutto questo?

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