| categoria: In breve, Senza categoria

Ungheria-Ue, cresce la tensione. Ultimatum Barroso al premier magiaro Orban

Cresce ancora la tensione tra Ungheria e Ue sulle controverse riforme costituzionali che il governo di Budapest sta portando avanti seguendo una linea che molti osservatori non esitano a definire liberticida. L’ultimo avvertimento e’ stato lanciato oggi dal presidente della Commissione europea Jose’ Manuel Barroso e suona come un ultimatum. In una lettera inviata al premier magiaro Viktor Orban, Barroso ha confermato e sottolineato la ”grande preoccupazione” che, dall’analisi legale in corso, emerge sulla compatibilita’ delle riforme con la legislazione comunitaria e i principi alla base dello Stato di diritto. Se l’indagine si chiudera’ confermando questa incompatibilita’, e senza che il governo di Budapest sia nel frattempo intervenuto per sanare la situazione – ha ammonito Barroso – a Bruxelles non restera’ che ”avviare una procedura d’infrazione”. Il presidente della Commissione non lo ha messo nero su bianco, ma cresce il rischio che si concretizzi l’ipotesi – gia’ emersa e poi rientrata in occasione del vertice Ue del 14 marzo scorso – di sottoporre l’Ungheria alle disposizioni previste dall’articolo 7 dei Trattati Ue. Ovvero la possibilita’ di applicare al Paese sanzioni economiche e politiche, come la sospensione del diritto di voto in Consiglio. Un fatto senza precedenti e dalle conseguenze politiche imprevedibili. Orban, per evitare ‘punizioni’ Ue, spera ancora i poter contare sull’appoggio del Partito popolare europeo (Ppe), la formazione di cui e’ anche uno dei vicepresidenti. E per questo ne incontrera’ i vertici martedi’ prossimo a Strasburgo, in concomitanza con una sessione plenaria del Parlamento Ue che, sul caso Ungheria, si annuncia infuocata. Ma tra le righe della lettera inviatagli da Barroso, anch’egli della famiglia del Ppe, si legge che questo appoggio potrebbe non bastare davanti a una conclamata e ufficializzata violazione delle norme Ue. Del resto, e’ dal 2011 che Orban e i suoi alleati – che possono contare su una maggioranza di due terzi nel Parlamento di Budapest – stanno portando avanti riforme a piu’ riprese, e non solo dall’opposizione interna e dall’Ue, messe sotto accusa perche’ intaccano i diritti fondamentali dei cittadini, l’indipendenza della magistratura ed anche della Banca centrale. Proprio quest’ultima e’ stata al centro dell’ultimo episodio eclatante del dissenso che accompagna l’azione del governo Orban: pcohi giorni fa la vicegovernatrice Julia Kiraly si e’ dimessa per segnalare la ”gravita’ ” della politica monetaria seguita dal governatore Gyoergy Matolcsy, ex ministro dell’economia e fedelissimo del primo ministro.

Ti potrebbero interessare anche:

Gattuso: dal Mondiale alla Procura, il tackle più duro
I vecchi alberi sono i polmoni della Terra
McDonald's ritira 1,6 milioni di giocattoli dagli Happy Meal: pericolosi per i bambini
Allarme Accademia della Crusca, senza finanziamenti posti a rischio
Meredith, Italia sotto accusa a Strasburgo per Amanda: «Maltrattata in interrogatorio»
Falcia con l'auto 6 ragazzi in bici e fugge: arrestato due ore dopo dai carabinieri



wordpress stat