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SPAGNA/ Migliaia contro la monarchia: “Borboni, andate a lavorare”

Sempre piu’ debole e con l’immagine ormai offuscata, la casa reale spagnola ha subito oggi l’ennesimo smacco quando per le strade di Madrid si sono riversate migliaia di persone per chiedere la fine della monarchia e l’instaurazione della Terza Repubblica. Da un tripudio di bandiere repubblicane oro, rosso e viola si e’ alzato un boato che ha riempito le vie della capitale con slogan come ‘Abbasso la Monarchia’, ‘La Spagna domani sara’ repubblicana’ e ‘Borboni, a lavorare!’. Un atto d’accusa ad una famiglia regnante segnata da scandali ancora in attesa di cicatrizzazione, con una credibilita’ ai minimi storici e con un calo di prestigio interno ed internazionale ai massimi livelli, soprattutto se si tiene conto della crisi economica che dallo scorso anno si e’ abbattuta pesantemente sul paese iberico e del continuo ribollire della scena politica, a cominciare dal nodo Catalogna. Il 14 aprile e’ per tradizione il giorno nel quale i repubblicani spagnoli scendono in piazza per chiedere la fine della monarchia, celebrando l’anniversario della Seconda Repubblica proclamata nello stesso giorno del 1931 e seguita dalla guerra civile e dal quarantennio della dittatura franchista. Ma mai in piazza si era vista tanta gente. Questo 14 aprile segna insomma il compimento di quello che per molti versi e’ stato un ‘annus horribilis’ per Juan Carlos e la sua famiglia. A nulla e’ valso puntare sulla modernizzazione e la trasparenza, aprendo in corso d’opera un sito web per i cittadini desiderosi di entrare in contatto con la Casa Reale, o annunciare una autoriduzione dello stipendio da re di oltre il 7 per cento. Gli scivoloni e le gaffe, gli scandali e le questioni giudiziarie sono stati per i Borbone una vera e propria via crucis. Proprio lo scorso aprile il re e’ rimasto ‘impigliato’ in una sgradevole vicenda durante un viaggio in Botswana: ritratto dopo aver ucciso un elefante durante una battuta di caccia (cosa che gli e’ costata non solo la rottura di un femore ma anche il ‘posto’ di presidente onorario del Wwf), Juan Carlos e’ stato criticato per aver portato con se’ l’amica principessa tedesca Corinna zu Sayn Wittengstein. Nonostante le scuse pubbliche gli spagnoli non hanno perdonato, e comunque nei rapporti con la Regina Sofia, con la quale si apprestava a festeggiare le nozze d’oro, e’ caduto il gelo. E mentre il re passava da un intervento chirurgico all’altro, si e’ affacciato il problema dei problemi: i guai giudiziari del genero di Juan Carlos, Inaki Urdangarin. Una vicenda che ha travolto anche la moglie, l’infanta Cristina, che ora e’ la prima esponente della corona ad essere indagata. Si tratta del noto ‘scandalo Noos’ dal nome della fondazione di Urdangarin che avrebbe drenato milioni di euro dalle amministrazioni regionali di Baleari e Valencia. Infine l’ultima ombra: un libro dai toni scandalistici sul passato e su una presunta interruzione di gravidanza di Letizia Ortiz, l’ex giornalista moglie del primogenito Felipe che gli spagnoli vedrebbero volentieri al posto del padre, rubacuori e gaffeur. Il 7 aprile il Pais ha pubblicato il risultato di un sondaggio che sembra una condanna senza appello del re: il 42% degli spagnoli approva il modo di gestire la cosa pubblica, ma il 53% disapprova. E’ in questo 53% che si colloca la ragazza di 20 anni scesa in piazza oggi a Madrid per denunciare ”il sistematico saccheggio dei Borboni ai danni degli spagnoli”.

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