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Acqua all’arsenico, allo studio un approvvigionamento alternativo nel Viterbese

Continuare con la costruzione dei potabilizzatori e contemporaneamente studiare soluzioni di approvvigionamento alternativo: e’ quanto emerso stasera nel corso del summit sull’arsenico presso la presidenza della Regione Lazio. Il presidente Nicola Zingaretti si e’ incontrato con l’assessore all’Ambiente Fabio Refrigeri, il presidente della commissione Ambiente Enrico Panunzi e il capogruppo della Lista per il Lazio Riccardo Valentini. Gli ultimi due arrivano dalla provincia di Viterbo, dove il problema dell’arsenico e’ molto piu’ diffuso che altrove. La decisione scaturita e’ stata quella di proseguire con il discorso degli impianti, per i quali le gare d’appalto sono state gia’ espletate e in molti casi i lavori sono anche iniziati. Si tratta pero’ di una soluzione tampone, in quanto gli stessi hanno vita breve – si tratta di 6-7 anni massimo – e presentano costi di gestione elevatissimi, complessivamente circa 6 milioni di euro l’anno. La Regione ha quindi deciso di studiare anche strade alternative per l’approvvigionamento idrico dei comuni alle prese con il problema arsenico: la soluzione piu’ accreditata e’ quella della miscelazione delle acque contaminate con quelle in cui i valori sono piu’ bassi.

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