| categoria: Roma e Lazio

Il ciclone Zingaretti sulla Regione, via sprechi, norme anticasta. Tagli a stipendi e vitalizi

Il nome assegnato alla manovra dice tutto: ‘Per una Regione pulita di cui fidarsi’. Perche’ il bilancio 2013, il primo approvato dalla giunta regionale di Nicola Zingaretti, vuole far dimenticare la Regione degli scandali e delle inchieste su Franco Fiorito e Vincenzo Maruccio. E lo fa attraverso un pacchetto di norme anticasta e di severo controllo sui fondi dei gruppi consiliari dando nel contempo un segnale di rilancio con nuovi stanziamenti per il welfare (8 milioni) e per l’internazionalizzazione delle aziende (500 mila euro). Perche’, parola del governatore, ”questa Regione prima che governata va salvata”. E dunque, come sottolineato anche dall’assessore al Bilancio Alessandra Sartore, la ”grande partita e’ sui risparmi”. In tre anni la manovra Zingaretti, che vale in tutto 36 miliardi per il 2013, fara’ risparmiare oltre 230 milioni di euro (87,1 l’anno a regime), agendo su diversi cespiti di spesa come la soppressione dell’Agenzia di Sanita’ Pubblica e una sforbiciata alle societa’ regionali (si prevedono di risparmiare in tre anni e mezzo 128 milioni). Ma sono soprattutto le misure anticasta quelle che faranno parlare di se’: gli stipendi dei consiglieri saranno abbassati da 8.100 euro netti al mese a 6.800, e anche il presidente Zingaretti e il suo omologo del Consiglio Daniele Leodori otterranno una busta paga da 7.800 euro contro i ‘vecchi’ 11.400. Addio a tutte le indennita’ di funzione e ai vitalizi per tutti (e chi gia’ lo riceve lo perdera’ se condannato all’interdizione dei pubblici uffici), cura dimagrante per le consulenze e auto blu ridotte all’osso. I gruppi consiliari riceveranno 5000 euro per ogni componente, piu’ una quota legata alla popolazione del Lazio. Ogni spesa dovra’ essere rendicontata, e se cio’ non accadra’ i rubinetti si chiuderanno. Anzi, i soldi non ‘tracciati’ dovranno essere restituiti. Tutto il flusso di denaro sara’ monitorabile sul sito della Regione. In questa direzione andra’ anche il Collegio dei revisori dei Conti, novita’ introdotta dal Bilancio che gia’ stasera potrebbe arrivare in Consiglio. Molto, Zingaretti lo ha sottolineato, c’e’ ancora da fare: un bilancio, infatti, era stato lasciato ‘in sospeso’ dalla precedente giunta. E senza ok entro il 30 aprile, ha affermato, ”scatterebbe il blocco obbligatorio delle spese”. Dunque per molti versi ”e’ stato impossibile dare un indirizzo vicino al nostro programma. E’ un bilancio ereditato, un atto di responsabilita”’, da cui e’ rimasta fuori pero’ la discussa tassa sulle antenne, giudicata non convincente dal punto di vista costituzionale. Sara’ a giugno, con l’assestamento di bilancio, che si vedranno gli indirizzi politici nella loro pienezza. Intanto Zingaretti e la sua giunta sono al lavoro su due fronti per trovare altri fondi. Uno e’ il provvedimento del governo per i pagamenti alle imprese (al Lazio potrebbero arrivare tra i 4 e i 5 miliardi, un punto di Pil), l’altro e’ la rimodulazione del piano dei fondi europei, 130 milioni da recuperare per le imprese.

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