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Scontri e tensione al San Raffaele dopo i licenziamenti. Due feriti

Tredici lavoratori del San Raffaele sono saliti sul tetto dell’ospedale, e altri due sono rimasti feriti durante “una carica” della polizia che tentava di disperdere il presidio. Lo comunica l’Usb, Unione sindacale di base. Stamattina la polizia ha caricato il presidio che le lavoratrici e i lavoratori avevano messo in campo davanti all’accettazione dell’ospedale, gia’ dalla giornata di ieri, per denunciare l’arrivo delle prime lettere di licenziamento delle 240 annunciate.

Secondo quanto riferisce il sindacato, questa mattina c’e’ stata una carica di almeno quindici minuti, che ha provocato due contusi, attualmente trattenuti al Pronto Soccorso, uno dei quali per problemi cardiaci. La protesta intanto prosegue sul tetto dell’ospedale, dove sono saliti 13 lavoratori, fra cui i delegati dell’USB. L’Unione Sindacale di Base esprime piena solidarieta’ ai lavoratori, “colpiti prima da licenziamenti con effetto immediato ed ora dalle botte. Fra i primi ad essere licenziati ci sono coloro che hanno dato vita alle lotte”. Nei mesi scorsi, in un referendum partecipatissimo, la grande maggioranza dei dipendenti dell’ospedale aveva respinto l’ipotesi, sposata da gran parte delle organizzazioni sindacali, ma non dalla USB e dalle RSU, di scambiare i licenziamenti con riduzioni di salario e diritti. L’USB chiede alla neo eletta Regione Lombardia di entrare in campo, per impedire che le colpe degli amministratori ricadano sui lavoratori e sull’utenza, ed invita tutte le forze sindacali e sociali a manifestare accanto a chi sta difendendo il proprio posto di lavoro e la salute dei cittadini.
“Al San Raffaele la tensione sale e gli episodi di queste ore lo testimoniano”. A dirlo è Graziano Gorla, segretario generale della Camera del Lavoro di Milano che valuta la situazione dopo l’arrivo delle prime 40 lettere di licenziamento. “Denunciamo l’uso della forza ma riteniamo che si debba intervenire con rapidità. E’ necessario che si riapra al più presto un tavolo di trattativa che si evitino i licenziamenti adottando misure alternative come i contratti di soliadrietà per salvaguardare i posti di lavoro. La Cgil chiede alla proprietà del San Raffaele di aprire urgentemente il confronto. Chiediamo alla Regione Lombardia di intervenire – conclude Gorla – per favorire la nostra richiesta”.

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