| categoria: politica

Sorpresa, Crimi a Porta a Porta. Ma il codice grillino non è stato violato

Nessuna crepa nel diktat contro i talk show piu’ volte ribadito da Beppe Grillo per i parlamentari 5 Stelle. Vito Crimi spiega la sua presenza a ‘Porta a porta’, ieri sera, mettendo in risalto due elementi: meglio che davanti alle telecamere ci sia un grillino ‘doc’, per illustare la linea del Movimento, invece di gente che “rappresenta se stessa”, e comunque all’interno di una “intervista chiusa”, come a dire che cosi’ si evita la ‘contaminazione’ con il mondo dei talk politici.
“Porta a Porta ha invitato il senatore Mastrangeli, che i piu’ ricorderanno per la sua partecipazione al programma di Barbara D’Urso, il quale ha accettato”, spiega il capogruppo M5S al Senato, dalla sua pagina Fb. “I senatori portavoce del Movimento Cinque Stelle hanno ritenuto, in un momento cosi’ delicato per il Paese come quello che coincide con l’elezione del Presidente della Repubblica, che a parlare su un palcoscenico cosi’ seguito non dovesse essere – rileva allora Crimi – chi diffonde informazioni parziali in rappresentanza solo di se stesso, ma il portavoce designato, Vito Crimi, in grado di spiegare bene ai cittadini le posizioni ufficiali”. “Il MoVimento ha cosi’ proposto alla redazione di ‘Porta a Porta’ una intervista chiusa di una ventina di minuti”, quella che poi in effetti e’ stata .

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