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Acea, assemblea per il rinnovo del Cda. C’era anche il candidato sindaco Marino

Ignazio Marino

L’assemblea di Acea ha approvato il bilancio di esercizio a maggioranza e ha dato il via libera alla distribuzione dei dividendi. La società ha chiuso il 2012 con un utile netto di 77,4 milioni di euro, con un calo del 10% rispetto agli 86 milioni di euro del 2011 su cui ha pesato anche alla sanzione dell’Antitrust. I dividendi ammontano a 0,30 euro ad azione, già a dicembre sono stati distribuiti acconti pari a 0,21 euro ad azione e il saldo pari a 0,09 euro verrà distribuito a maggio. Alla riunione era presente l’85,7% del capitale sociale. Tra i soci con una quota superiore al 2% ci sono, il Comune di Roma con il 51%, Caltagirone con il 15,9% e Gdf Suez con il 13,27%. Presente anche Ignazio Marino che nei giorni scorsi infatti aveva comprato circa 20.000 euro di azioni per avere diritto di partecipare alla riunione dei soci.
L’assemblea di Acea ha votato il nuovo Cda e Collegio sindacale. Per il board sono stati nominati, su indicazione di Roma Capitale: Giancarlo Cremonesi (attuale presidente che è stato confermato), Antonella Illuminati, Paolo Gallo (attuale d. g. e probabile nuovo a. d. al posto di Marco Staderini), Maurizio Leo, Andrea Peruzy. Su indicazione della Fincal (Gruppo Caltagirone): Francesco Caltagirone (figlio di Francesco Gaetano) e Paolo di Benedetto, mentre per Ondeo Italia (controllata dai francesi di Gdf Suez) sono stai nominati, Giovanni Giani, Diane D’Arras.
Le nomine dei vertici di Acea non sono state rinviate a una futura assemblea, da tenersi dopo le elezioni a sindaco di Roma, così come era stato proposto dal candidato del centrosinistra Ignazio Marino. L’assemblea, iniziata alle 10, ha infatti votato contro la proposta di Marino, inserita all’ultimo momento visto che non era all’ordine del giorno. I voti contrari al rinvio sono stati il 94,45%. La proposta presentata all’assemblea dei soci di Acea dal candidato del centrosinistra a sindaco di Roma Ignazio Marino consiste “nell’escludere norme penalizzanti nel momento in cui venga meno in futuro la fiducia nel cda nominato”, quali le buonuscite milionarie previste per i vertici aziendali. ”Se Roma Capitale non accettasse questa proposta – ha aggiunto – vorrebbe dire che è favorevole a norme economicamente penalizzanti per la città. Se non c’è il rinvio della nomina del cda almeno si votasse questo”.

”Mi sembra davvero un cambio inopportuno e inappropriato quello del Cda – ha commentato il candidato del centrosinistra a sindaco di Roma, Ignazio Marino – In un Paese orgogliosamente capitalistico e democratico come gli Stati Uniti – ha spiegato durante il suo diritto di replica – il presidente Obama non si sognerebbe mai, l’11 gennaio 2017, a fine del suo mandato, di rinominare i Consigli che dipendono dal governo generale. Noi vorremmo una piccola garanzia sui contratti del nuovo Cda perché senno ci sarebbe la possibilità che i romani debbano pagare buone uscite milionarie”. ”Non è una polemica che faccio solo qui – ha aggiunto – ad esempio a livello nazionale ho protestato contro la nomina del presidente dell’Istituito di sanità fatta da questo governo dimissionario perché questa figura per i prossimi cinque anni non potrà essere allontanata”. L’ex senatore del Pd ha poi rivolto una critica al presidente di Acea Cremonesi: ”Non mi ritengo soddisfatto dalle sue risposte – ha sottolineato Marino – in particolare sui risultati ottenuti dal management. E poi non ha risposto sui motivi del raddoppio dell’indebitamento in questi cinque anni”.

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