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Cig in deroga, servono almeno 2,3 miliardi. “Il Parlamento trovi la copertura”

L’allarme sugli ammortizzatori sociali torna al centro dell’attenzione. “Lo scenario di crisi e l’esperienza dello scorso anno ci indicano che la spesa non sarà più bassa del 2012”, ha detto il ministro del Welfare, Elsa Fornero, secondo quanto riferito, nel corso dell’incontro con sindacati e imprese sulla cassa in deroga. Al tavolo è emersa la cifra investita nel 2012 che è stata di 2,3 miliardi di euro, meno di quanto stimato dai sindacati (2,7 miliardi). Comunque il governo non farà alcun decreto per reperire le risorse necessarie. “Il nostro è un governo in scadenza. Non facciamo decreti”. Sarà invece istituita una sorta di “unità di crisi” con Monti, Grilli, le Regioni e le parti sociali a Palazzo Chigi all’inizio della prossima settimana, lunedì o martedì.

Ad accendere i riflettori sono stati in primo luogo i sindacati, in piazza per sollecitare il rifinanziamento della cassa integrazione in deroga. Cgil, Cisl, Uil sono stati ricevuti dai presidenti di Camera e Senato, Laura Boldrini e Piero Grasso, e per il leader della Cgil, Susanna Camusso, si tratta di “un segnale di attenzione, e questo sì che è un segnale nuovo”. Al termine del colloquio, sollecitato dagli stessi presidenti sull’emergenza occupazione, Camusso ha detto: “Il presidente
Grasso ci ha rassicurato sull’attenzione che il Parlamento avrà rispetto alle nostre richieste”. Prima di incontrare il ministro del Welfare Elsa Fornero, Camusso aveva detto che per gli ammortizzatori sociali in deroga nel 2013 servono nel complesso 2,7 miliardi. Ieri, Fornero aveva detto che per gli ammortizzatori un miliardo di euro forse non basterà, mentre oggi ha ribadito che “lo scenario di crisi e l’esperienza dello scorso anno ci indicano che la spesa non sarà più bassa del 2012” quando le risorse investite nella Cig in deroga sono state pari a 2,3 miliardi. Il suo impegno, ha aggiunto, è di lavorare fino al termine del mandato per reperire le risorse. Secondo il segretario Uil, Luigi Angeletti, se il governo non adotterà entro maggio un provvedimento con le risorse per la cassa in deroga, i sindacati porteranno a Roma centinaia di migliaia di persone perché l’assenza di risposte sulla cassa in deroga è “inaccettabile”. I sindacati chiedono al governo di mettere nel Def, il Documento economico e finanziario, 1,5 miliardi in più per la Cig in deroga. Il leader Cisl, Raffaele Bonanni, ha detto: “Chiediamo al governo i soldi, e di precisare se i soldi vanno nel Def”. Camusso ha aggiunto che “serve certezza sui finanziamenti della cassa integrazione in deroga per i lavoratori ma anche per le impedire la chiusura delle aziende”. Secondo il segretario Cgil “c’è un balletto incomprensibile. Il ministro Grilli prima ha detto che le risorse c’erano, gli abbiamo detto allora di stanziarle e ovviamente a quel punto è sparito tutto nel nulla e ora il ministro del Lavoro rilancia l’allarme. Si deve smettere di invocare sempre gli altri, non si trovano mai i soldi quando riguarda il lavoro. Ora sulle risorse ora si facciano scelte precise: dirottare fondi dalle spese militari, che non sono una priorità e decidere una piccola patrimoniale, si alzi la tassazione delle rendite”.
Dal canto suo, il ministro del Tesoro ha detto che il rifinanziamento della cig in deroga può anche entrare nel decreto sui pagamenti della P.A., come proposto da alcune parti, ma in tal caso occorre che il parlamento trovi una copertura che non possono essere i 7 miliardi previsti per il pagamento dei debiti in conto capitale. “Gli ammortizzatori – ha detto Grilli – non sono mai stati considerati una tantum: la classificazione la fa l’Eurostat, non la legge italiana”. In pratica, ha spiegato, lo 0,5% di deficit che l’Europa consente all’Italia di usare per pagare i debiti della PA nel 2013 “non può essere usato per altro che è spesa corrente nuova, non è una attenuante riconosciuta per raggiungere il bilancio strutturale a zero”. Secondo Grilli, il compito di trovare le risorse spetta al Parlamento: “Non è vero che il Parlamento non possa occuparsene e se se ne vuole occupare in questo provvedimento lo può fare”.

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