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La crisi uccide, suicida a Torino un operaio licenziato. Altri casi a Taormina e nel Barese

Ancora una tragedia legata alla crisi a Torino. A soli tre giorni dalla morte del grossista ortofrutticolo strozzato dai debiti e dalle cartelle esattoriali, ieri sera un muratore si e’ ucciso impiccandosi dopo avere saputo dalla ditta che il lavoro, un cantiere alla periferia del capoluogo piemontese, era finito e che non c’era piu’ posto per lui. L’uomo, 38 anni, conviveva con la compagna incinta di sei mesi in un appartamento del popolare quartiere Barriera di Milano, nella zona nord-orientale della citta’. Dopo avere ricevuto improvvisamente il benservito, ha perso la speranza di trovare un nuovo lavoro e di poter dare un futuro ai propri cari e ha visto l’unica soluzione nella morte. Nulla, tuttavia, lasciava presagire il drammatico epilogo. Il muratore aveva avuto una giornata tranquilla. Arrivata l’ora di cena, ha detto alla donna che doveva recarsi in cantina per recuperare un attrezzo. E lei gli ha creduto. Si e’ allarmata soltanto quando i minuti sono diventati oltre un’ora di attesa e cosi’ e’ scesa a vedere che cosa fosse successo, trovandosi davanti una scena raccapricciante. Lui si era appeso a una trave della cantina utilizzando del filo elettrico. La donna ha cominciato a urlare e sono accorsi i vicini. Qualcuno ha chiamato il 118, ma all’arrivo dell’ambulanza il muratore era gia’ morto. Poco dopo e’ arrivata la polizia. La donna era in forte stato di choc ed e’ stata trasportata in ambulanza all’ospedale Giovanni Bosco, dove e’ stata trattenuta per accertare che lei e il bimbo che porta in grembo stessero bene. Tutto quel che ha saputo dire, singhiozzando, e’ stato che il compagno non aveva mai avuto altri problemi, che non era depresso e che l’unica ragione che avrebbe potuto portarlo a quel gesto estremo era la paura di non poter provvedere a lei e al bambino. Gli agenti non hanno trovato alcun biglietto. Il suicidio dell’operaio e’ accaduto quando si devono ancora celebrare i funerali del grossista che sabato scorso si e’ tolto la vita sparandosi nella sua abitazione, dopo avere annunciato alla moglie per l’ennesima volta di volerla fare finita perche’ non ce la faceva piu’ a portare avanti la sua piccola attivita’. Sempre oggi, in Sicilia, a Taormina si e’ tolto la vita un imprenditore, mentre il titolare di un’azienda del settore del marmo si e’ impiccato nel barese, la morte e’ avvenuta ieri ma la notizia si e’ appresa oggi. Il primo, 76 anni, titolare di un residence nella localita’ turistica siciliana, secondo quanto e’ stato riferito dai familiari, soffriva di crisi depressive. Non e’ escluso pero’ che l’imprenditore potesse avere preoccupazioni economiche tanto che i carabinieri stanno esaminando i suoi conti. Il secondo, 60 anni, si e’ appeso con una corda ad un trave del capannone della sua azienda. In un biglietto trovatogli addosso c’era scritto: “Nel momento del bisogno tutti mi hanno abbandonato”. L’uomo a quanto si e’ appreso, attraversava un momento di difficolta’ economiche.

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