| categoria: economia

La spending review dei Pesenti, tagliano nove fabbriche per restare nel salotto buono della finanza

I Pesenti, leggi Italcementi, chiuderanno 9 dei 17 impianti italiani. L’obiettivo è tagliare i costi. Risparmiare sul cemento (anzi, sul lavoro) per investire magari sulla carta o sul digitale. Perché i Pesenti sono uno dei grandi nomi che ancora non ha deciso se aderire all’aumento di capitale di Rcs, gruppo del quale possiedono il 7,4%. La notiza dei tagli è arrrivata con una lettera distribuita durante l’assemblea degli azionisti. La richiesta di cemento in Italia, spiegha il documento, è regredita agli anni Sessanta, con il risultato che la produzione attuale risulta fortemente sovradimensionata. La prova è nei conti, chiusi nel 2012 con un rosso da 362,4 milioni. Nel documento si fa presente come “le aspettative di un’inversione della tendenza” si sono allontanate “a causa dell’aggravarsi dello scenario congiunturale, soprattutto in Europa”. Non è una crisi ciclica, ma strutturale: “Si prevede non si possa più tornare agli elevati livelli pre-crisi” e per questo motivo è stato avviato “un intervento con l’obiettivo di razionalizzare l’apparato industriale e distributivo nazionale, senza per questo ridurre le quote di mercato”. il gruppo calcola “110 milioni di efficienze, in gran parte in Italia’” nonostante gli investimenti in arrivo sugli stabilimenti di Calusco e Rezzato.
La famiglia, che in un sol colpo chiuderà oltre la metà degli impianti italiani, non ci sta a perdere il proprio posto in Rcs. Per farlo stringe i cordoni della borsa, ma non rinuncia ai bonus garantiti a presidente e consigliere delegato. Carlo Pesenti ha ottenuto 1,33 milioni di stipendio e 587 mila euro di bonus. E ancora meglio è andata al presidente Giampiero Pesenti: 1,04 milioni in busta paga e un bonus, in un anno di contrazioni com’è stato il 2012, di 3,5 milioni. Non è finita. Perché, come si legge nel bilancio di Italcementi “a favore del Presidente è riconosciuto il diritto ad un ‘Trattamento di fine mandato’ che maturerà alla conclusione di ogni singolo mandato”. La carica è cessata oggi. E’ già stata rinnovata dall’assemblea degli azionistii. Ma quell’interruzione di pochi minuti potrebbe garantire a Giampiero Pesenti un’indennità di fine mandato pari a 3 anni di remunerazione, cioè fino a 3 milioni.

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