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Game over, Bersani “tradito”getta la spugna

Pierluigi Bersani si è appena dimesso dalla segreteria del Pd

Game over, Bersani getta la spugna, Il fallimento della candidatura Prodi, il tradimento di un pezzo di Pd portato inevitabilmente a processare un colpevole, Bersani appunto. Ched annuncia le dimissioni, da formalizzare appena eletto il presidente della Repubblica.Tesissima assemblea al solito ex cinema Capranica, urla e sfoghi poi l’annuncio coperto da applausi (ironici quelli degli avversari). A fine giornata, quando il nome di Romano Prodi e’ bruciato ed il Professore sbatte la porta per un nuovo voto sul suo nome, si scopre che quell’ altro applauso, descritto come unanime, nell’ assemblea mattutina era solo di facciata. Il Professore finisce vittima della ‘ guerra’ interna al Pd, un partito che ha ormai perso la bussola. Bersani trae le conseguenze e dopo aver rivolto accuse durissime, annuncia il suo ‘non ci sto’ spiegando che subito dopo il voto per il Colle si dimettera’ dall’incarico. Lo fa nell’assemblea infuocata dei grandi elettori – vero e proprio gabinetto di guerra – durante il quale fa esplodere tutta la sua rabbia: ”uno su quattro ha tradito, questo e’ troppo. Non lo accetto”. Se l’è cercata, dicono gli avversari, ha forzato troppo la mano con la decisione di non mettere ai voti la scelta di Romano Prodi. ” Bersani – spiega un dirigente – ha forzato perche’ gli accordi di ieri sera erano che si sarebbe votato a scrutinio segreto su piu’ nomi’. Ed invece il segretario ha proposto solo il nome di Prodi. La frattura interna diventa una voragine, tutti contro tutti. I dalemiani nascondono a mala pena la rabbia, ma e’ chiaro che nei 98 voti in meno si sommano piu’ rese dei conti. I renziani, sostiene Matteo Richetti, vedono un ” segnale” contro il sindaco, che ieri aveva affossato Marini, Giuseppe Fioroni se la prende con Renzi che rottama ” come un giornale vecchio” l’ ex premier dopo la bocciatura e con Nichi Vendola che sponsorizza Prodi. Esplode l’ alleanza con Sel, che ieri ha votato Rodota’ rompendo i patti siglati in campagna elettorale. E, in un gioco di veleni, si arriva a pensare ad un asse Renzi-D’ Alema per far saltare anche Prodi e poi arrivare alla candidatura dell’ ex ministro degli Esteri che da’ il mandato al sindaco di Firenze. Domani, intanto, la quinta votazione registrera’ l’astensione di Democratici. Qualcuno sogna un bis di Giorgio Napolitano. Più pragmaticamente di prima mattina è previsto un incontro Bersani-Monti.

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