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Un rigore di Vidal e il Milan si arrende, è quasi scudetto per la Juve

Sara’, probabilmente, il gol realizzato su rigore da Arturo Vidal a regalare il secondo scudetto consecutivo e certamente a fare rinviare al Milan il discorso Champions. In una partita brutta, tirata, giocata sul filo dei nervi, ha prevalso ancora la squadra di Conte, capace del guizzo decisivo in piu’. Il Milan ha deluso soprattutto dopo avere subito il gol: mancava ancora mezzora magli uomini di Allegri non sono riusciti a portare alcun pericolo alla porta di Buffon. E dire che la serata era propizia, perche’ nel primo tempo la Juve aveva i fari spenti come squadra e soprattutto in Pirlo e Marchisio, il primo a corto di benzina e il secondo spaesato nel ruolo di guastatore. La squadra non e’ parsa mai equilibrata perche’ Vucinic ha dovuto sobbarcarsi da solo il lavoro di contraerea alla difesa milanista. Dall’altra parte, El Shaarawy ha corso tantissimo, si e’ dannato per creare spazi a dialogo con i compagni, ma non e’ mai stato assistito. La ripresa ha visto una squadra, la Juventus, tirare su la testa nonostante la serata negativa e al primo affondo serio e’ passata. Il primo tempo se n’era andato con una impressione piu’ che evidente: le due squadre si temono, eccome. La Juve non inizia come al solito e cioe’ a tavoletta, il Milan aspetta di infilarsi nel corridoio giusto possibilmente con El Shaarawy. Il 3-5-1-1 di Conte non funziona come a Roma: Marchisio e’ avulso dalla manovra e Vucinic si trova a fare a sportellate da solo contro tre difensori. I pericoli ci sarebbero anche, per parte bianconera, ma arrivano su punizione: sulla prima, di Pirlo, Abbiati devia alla grande il pallone velenoso e si fa male. Pirlo si ripete poco piu’ tardi, ma il pallone si spegne nelle mani di Amelia. Al quarto d’ora Pogba regala uno dei pochi numeri non ancora mostrati, la sforbiciata, con palla che sibila a pochi decimetri da Amelia. Ma sono fiammate singole. Come quelle del Milan, che con Pazzini alla mezzora infila Abate, buon cross e Barzagli salva la conclusione aerea di Boateng. Per oltre mezzora, oltretutto, la Juventus era ricaduta nel vizio autolesionistico e stucchevole di fare partire l’azione in palleggio da Buffon, anche quando, come accadeva quasi sempre, il pressing del Milan era altissimo e gli spazi a disposizione ristrettissimi. Risultato: due volte persa palla al limite e conseguenti tiri di Ambrosini e Boateng dal limite fuori di poco. Il Milan al rientro in campo mostra piu’ gamba e la Juve continua ad avere la vista annebbiata e la mente contratta. Ma l’imprevedibile arriva al 10′: si infila Asamoah, Amelia lo mette giu’, rigore. Vidal trasforma. E sembra trasformarsi anche la Juve, almeno come spirito. E prova un mini assedio,con tre angoli consecutivi e gol sfiorati a pochi metri da Amelia. Cambia la fisionomia tattica della partita: il Milan alza il baricentro e la Juve lo abbassa, facendo barriera al limite dell’area e cercando di ripartire in contropiede con i lanci di Pirlo. La Juve resiste fino al termine senza affanni, perche’ il MIlan, nell’ultima mezzora, si e’ liquefatto.

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