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Il popolo grillino alla conquista di Roma

Ore quindici, appuntamento a piazza SS.Apostoli, uno dei luoghi rituali dei raduni della sinistra. Montecitorio e il Quirinale a due passi, nel cuore della Roma politica. Grillo lo ha detto, da qui partiremo alla conquista della capitale, da qui denunceremo il golpe bianco che ha portato Napolitano alla ri-elezione. Ha incontrato in mattinata i giornalisti, a Testaccio, ha sparato a zero, ha lanciato le sue parole d’ordine. La piazza è piena, diverse migliaia di persone, decine di telecamere, centinaia di giornalisti e fotografi. Ma lui, il leader, non arriva. Non lo fanno arrivare, si scoprirà dopo, molto dopo. Uno sbarramento di fotografi lo ha fermato, è salito sul tetto di una macchina, la Digos si è imposta, la piazza non era sicura, niente da fare, il programma andava cambiato. E Grillo ha rinunciato, se n’è andato. E’ toccato a Crimi arrigare la folla e spiegare: non si erano organizzati in tempo, niente palco, niente corridoio di sicurezza, niente vie d’uscita. Con lui il candidato sindaco a Cinque Stelle, De Vito. La manifestazione era stata autorizzata in extremis, tante scuse ai simpatizzanti. “Marciamo sul Quirinale”, gridava la folla scandendo “Ro-do-tà”. E sul Colle i blindati della Celere si mettevano in formazione. Ma la trattativa con la Questura portava da un’altra parte. E ancora Crimi,capogruppo al Senato e nominato sul campo leader in seconda dava le disposizioni, corteo lungo i Fori Imperiali, fino al Colosseo. La domenica la strada è chiusa al traffico, ridotti i problemi. Ma Grillo sarà lì ad aspettare? I simpatizzanti premono, delusi, Crimi temporeggia. La folla si avvia, pacificamente, in passeggiata sotto il sole e scandendo slogan. Tutto tranquillo. Il tam tam porta all’infoltimento delle file dei manifestanti, sono tanti, diverse migliaia, quelli che sfilano fino all’obiettivo. Mischiati a passanti e a turisti, in modo obiettivamente sereno. Grillo naturalmente non c’è, la vittoria l’ha già ottenuta. Crimi ordina il rompete le righe. Una prova generale. Il popolo grillino esiste, è composito e determinato. A Roma è “ggente”, niente militanti, niente ali estreme, niente politici.La mancanza di organizzazione, di quadri si è avvertita oggi. Ma come accade in Parlamento impareranno in fretta.

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