| categoria: sanità

Post-comatosi, in Italia due milioni e mezzo di persone con gravi disabilità

Fondazione Santa Lucia Irrcs di Roma

La famiglia al centro del percorso di cura del paziente post-comatoso. E’ il chiaro invito emerso da “Dietro le quinte”, titolo della prima giornata nazionale dedicata alla famiglia del paziente post-comatoso, organizzata venerdì scorso dalla Fondazione Santa Lucia Irrcs di Roma, all’Ara Pacis nella Capitale.
Secondo i dati presentati durante il convegno, sarebbero quasi due milioni e mezzo gli italiani affetti da gravi disabilità, per i quali occore una soluzione non solo di tipo sanitario, ma soprattutto sociale per le famiglie. Il risveglio dal coma provoca spesso disabilità neurologiche e neuropsicologiche anche a lungo termine, di cui si deve occuoare l’intero nucleo familiare.
Dopo un ictus o il risveglio da un coma, spesso il paziente viene lasciato solo insieme alla sua famiglia, in quanto non ci posti sufficienti per la neuroriabilitazione e una copertura finanziaria per i cosiddetti “caregivers”, ovvero in questo caso i membri della famiglia che, per poter far curare e assistere il loro caro, sono costretti a lasciare i propri lavori.
Secondo Antonino Salvia, direttore sanitario del S.Lucia, “occorre includere il familiare nella riabilitazione e nell’integrazione sociale del paziente”. Un obiettivo confermato anche dal direttore dell’unita’ post-coma al S.Lucia, Rita Formisano, che – da 30 anni in questo settore – si è sempre preoccupata del supporto psicologico dei familiari dei post comatosi, perché “la famiglia è una risorsa da potenziare”.
Un’attenzione rivolta verso queste fasce di popolazione arriva anche da Rosella Sensi, assessore alla comunicazione e promozione di Roma Capitale, che ha sottolineato come il Santa Lucia sia “sempre impegnato nella cura e nella riabilitazione dei pazienti”. Redazione Online News

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