| categoria: editoriale

Un golpe bianco per salvare il Paese

E’ evidentemente una soluzione di emergenza, al limite del dettato costituzionale, un precedente che forse nel corso degli anni la politica italiana dovrà scontare. Ma è anche la via di uscita più facile da parte di una classe dirigente che – ha ragione Grillo – dovrebbe uscire di scena al più presto. Può un uomo di 88 anni, malato, con una autonomia limitata di lavoro quotidiana rimettere in riga il paese? Si può pensare sul serio ad un settennato? Certo che no. Ma pragmaticamente il problema di fondo era quello di stoppare la caduta rovinosa, di porre un punto e di risalire. Napolitano ha posto delle condizioni precise, c’è da augurarsi che i partiti maggiori le rispettino. Quindi governo di larghe intese con coinvolgimento di Pd e Pdl a livello di vice premier. Il premier sarà l’odiatissimo Amato? E’ un calice amaro che i leaders dei partiti dovranno bere fino in fondo. Da quando Napolitano ha tirato in ballo Monti e ha costretto il parlamento a votarlo si è entrati in una situazione politica e di governo solo formalmente legittima dal punto di vista istituzionale, ora questo trend viene prolungato. una sorta di golpe bianco. Non può durare in eterno. Vendola e Grillo sono rimasti fuori dal coro e hanno continuato a sostenere la candidatura Vendola. Come si comporteranno dopo? Il cinismo di Bersani, Berlusconi e Monti di nascondersi sotto il mantello di Napolitano deve tramutarsi in un progetto politico. Viviamo una situazione assoltamente inedita. Aspettiamoci altre sorprese.

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