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Da finte ricette a falsi medici, i Nas scovano 764 irregolarità in tre mesi

C’e’ il medico dell’ospedale pubblico che, nel suo orario di lavoro, invece di stare in corsia lo trovi ad operare in una clinica privata. C’e’ il falso dentista che, senza alcun titolo, cura carie, impianta protesi, fa estrazioni a pazienti ignari. Non manca poi il camice bianco dalla ricetta facile che, d’accordo col farmacista, prescrive medicinali a pazienti che non ne hanno bisogno, o addirittura a persone ignare o perfino gia’ morte. Queste alcune storie che fanno da sfondo alle circa 4 mila operazioni condotte dai Nas, in ambito sanitario, nei primi tre mesi del 2013. Operazioni che, come emerge dall’analisi del Nas , hanno portato a un sequestro di beni pari a 70,3 milioni di euro – di cui 1,2 per dispositivi medici non conformi – e a segnalare 1.035 persone all’autorita’ giudiziaria. E ancora: 2 arresti, 2.220 sanzioni penali notificate e 536 amministrative. “Una recente operazione condotta in Puglia – spiega una fonte dei Nas – ha portato alla luce alcuni medici che prescrivevano ventilatori polmonari a pazienti gia’ deceduti”. Colpito dalla sindrome dell’iperprescrizione verso l’aldila’ anche un altro camice bianco che, d’accordo col suo compare farmacista, “in un paio di mesi ha prescritto medicinali a carico del Servizio sanitario nazionale pari a circa 1 milione di euro. Tutti farmaci che finivano nel cassonetto o venduti sottobanco a qualche clinica privata”. C’e’ poi il plotone sempre piu’ nutrito dei falsi medici, soprattutto dentisti. “Sono tanti gli odontotecnici che si spacciano per odontoiatri. Addirittura una volta – racconta l’ufficiale dei Nas – abbiamo smascherato un geometra che si spacciava per dentista”. Ci sono poi camici bianchi che millantano una specializzazione mai conseguita, oppure medici che hanno un diploma di laurea autentico, ma questo non impedisce loro di violare la legge. Le condotte di questi camici bianchi nulla hanno a che vedere con l’etica della professione e col giuramento d’Ippocrate. Tra questi sicuramente ci sono i medici assenteisti: “Dottori che – spiega il graduato dei Nas – durante l’orario di lavoro, troviamo a operare all’interno di strutture private”. Un caso su tutti torna alla mente dell’ufficiale: l’operazione che a marzo dello scorso anno ha portato all’arresto del primario di Ortopedia di un grande ospedale di Napoli che, secondo l’accusa, dirottava verso una clinica privata pazienti dell’ospedale che attendevano di essere operati. “I pazienti – sottolinea l’ufficiale dei Nas – per essere operati nella struttura privata pagavano anche diverse migliaia di euro a fronte di interventi che potevano essere eseguiti a carico del Servizio sanitario nazionale”.

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