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Per il Colle le formule non contano, vuole il governo in settimana

Consultazioni rapide per far superare alle forze politiche, nella maniera meno dolorosa possibile, le proprie difficolta’ interne. Con un unico obiettivo: formare in fretta, entro questa settimana, un governo che abbia la maggioranza dei due rami del Parlamento. Giorgio Napolitano ha limato fino all’ultimo minuto il proprio discorso d’insediamento, rinforzandolo dove serviva e lasciandosi delle vie di fughe nei passaggi piu’ proiettati al futuro. Usando il bastone e la carota, il presidente ha gia’ iniziato la sua opera di persuasione per trovare il punto d’incontro tra le forze politiche, cercando di coagularle su nomi forti e immediatamente spendibili all’estero. Per questo anche oggi il profilo che piu’ si avvicina alle idee del presidente e’ quello di Giuliano Amato. Ma e’ chiaro che il capo dello Stato non si impuntera’ sul dottor Sottile se nelle prossime ore emergeranno soluzioni alternative di analogo spessore. Non andate dietro alle indiscrezioni sulla mia volonta’ o miei desideri, e’ il concetto che il presidente ha fatto trasparire dal suo discorso. ”Non corriamo dietro alle formule o alle definizioni di cui si chiacchiera”, si legge infatti in un passaggio centrale del ragionamento di Napolitano. E nel suo entourage si ricorda come non spetti all’inquilino del Colle decidere il ‘format’ del Governo ma piuttosto accertarsi che – come recita l’articolo 94 della Costituzione – ci sia la possibilita’ di varare un governo che abbia la fiducia delle due Camere. Mentre spetta eccome, al presidente – e Napolitano oggi l’ha detto senza peli sulla lingua – sciogliere le Camere in caso di impossibilita’ di formare un nuovo governo. Napolitano sa bene che questa ipotesi non piace quasi a nessuno e molti terrorizza. Ma domani le forze politiche troveranno l’arma dello scioglimento in bella vista sul tavolino dello studio presidenziale. Perche’ l’obiettivo, ricordiamolo, e’ quello di dare un Governo al Paese. E se questa legislatura non ne e’ capace, e’ dovere del capo dello Stato pensare che la prossima lo sara’. Allo stesso modo le forze politiche sanno che non ci sono piu’ paracadute: questa volta il voto non sara’ segreto e ogni singolo parlamentare dovra’ mettere la propria faccia su un ‘no’ alla fiducia che conduce dritto dritto alle urne. Il presidente della Repubblica sta lavorando in piena autonomia, passando in filigrana ogni dichiarazione delle varie anime del Pd e tastando il terreno in casa Pdl per capire quanto sia rigida la richiesta di Silvio Berlusconi di formare un Governo tutto politico. Quel che e’ certo e’ che Napolitano – forte come mai nessun presidente nel passato – non ha la minima intenzione di perdere tempo ad ascoltare veti pregiudiziali che gia’ ben conosce. Non a caso nel comunicato del Quirinale che da’ la notizia dell’avvio delle consultazioni si sottolinea con chiarezza che saranno un ”aggiornamento delle posizioni gia’ illustrate nelle precedenti consultazioni per la formazione del nuovo Governo”. Tra i partiti emerge infatti che Napolitano avrebbe questo calendario: consultazioni domani e dopodomani; incarico gia’ mercoledi’ prossimo; voto alla Camera venerdi’ e al Senato Sabato. In settimana si chiude; in un modo o nell’altro.

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