| categoria: politica

“L’altro Letta”. L’enfant prodige sbarca a Palazzo Chigi

Lui stesso, con una buone dose di autoironia, si autodefinisce ”l’altro Letta”, per distinguersi dal finora piu’ famoso Gianni, braccio destro di Silvio Berlusconi e suo zio: ma da oggi Enrico, sara’ probabilmente Letta senza altri aggettivi o avverbi. L’incarico conferitogli dal presidente Giorgio Napolitano di formare il governo consacra infatti questo politico che e’ stato spesso indicato come ”l’enfant prodige” della politica italiana, che sta per diventare, salvo sorprese, il piu’ giovane primo ministro dell’Europa continentale: lo batte di qualche mese solo il premier britannico David Cameron, nato nel 1966 come lui ma ad ottobre e non ad agosto. Alto e precocemente calvo, con gli occhialini da studioso, il sorriso gentile sempre sulle labbra, Enrico Letta fa pensare al compagno di banco secchione ma simpatico, che ti passa il compito in classe. E in effetti il suo ”cursus honorum” e’ quello dell”’bimbo prodigio”. A 31 anni, nel gennaio del 1997, Franco Marini lo chiama come vice segretario del Ppi; nel novembre 1998 diventa, a 32 anni, il piu’ giovane ministro della storia della Repubblica (battendo Andreotti che lo era stato a 35 anni), quando e’ nominato ministro per le Politiche comunitarie con il governo D’Alema. Nel 2000 passa al dicastero dell’Industria, dove rimarra’ con D’Alema e Amato presidenti del Consiglio fino al 2001. Ed oggi, a 46 anni, rischia di diventare il secondo piu’ giovane presidente del Consiglio, nella storia della Repubblica, dopo Giovanni Goria che lo divenne a 43 anni. Ma alle spalle di tutto cio’ c’e’ un solido percorso formativo. Letta ha frequentato la scuola dell’obbligo a Strasburgo, dove ha vissuto per anni con la famiglia, quindi in un clima europeo ed europeista. Poi si e’ laureato in Diritto internazionale a Pisa, citta’ in cui era nato il 20 agosto del 1966, ed ha conseguito un Dottorato in Diritto delle Comunita’ Europee presso la prestigiosa Scuola di Sant’Anna. Questo percorso, unito a quello di impegno con i giovani della Dc, lo porta ad incrociare nel 1990 Beniamino Andreatta di cui diverra’ il discepolo prediletto, tanto da andare a dirigere nel 1993 l’Arel, l’Istituto di ricerca fondato proprio da Anreatta. A livello politico Letta segue il passaggio dalla Dc al Ppi e quando nel 1995, sotto la segreteria di Rocco Buttiglione avvenne la spaccatura tra chi vuole allearsi con Berlusconi e chi vuole lanciare l’Ulivo con Prodi, egli sceglie questa seconda strada. E da allora e’ sempre stato un convinto ulivista: ha appoggiato con convinzione la nascita della Margherita nel 2001 con la confluenza di Ppi, I Democratici, Rinnovamento italiano, e Udeur; e’ stato sottosegretario alla presidenza con Romano Prodi nel 2006; e nella primavera 2007 fu tra i promotori del matrimonio di Margherita e Ds per dar vita al Pd. Alle primarie dello stesso anno Enrico Letta sfida Walter Veltroni, pur sapendo che questi e’ il vincitore designato, e ottiene un inaspettato 11 per cento dal quale nascera’ poi la sua corrente che si e’ consolidata in questi anni. Con essi ha costruito una rete dentro e fuori al mondo della politica: all’Arel ha affiancato l’associazione politica 360, ma anche VeDro’ attorno a cui ruotano imprenditori, manager e intellettuali a cui Letta non chiede un sostegno politico bensi’ a livello di idee. E poi c’e’ il sodalizio con Pier Luigi Bersani, nato a Strasburgo dove furono entrambi parlamentari europei tra il 2004 e il 2006. In quegli anni, di opposizione al governo Berlusconi, compirono assieme un viaggio in tutte le realta’ produttive italiane che li fece apprezzare nel mondo imprenditoriale. Per questo quando Bersani vinse le primarie del Pd nell’ottobre 2009, propose Letta come vicesegretario all’Assemblea nazionale che lo voto ad ampissima maggioranza. Milanista, giocatore di Subbuteo, Enrico Letta e’ sposato con una giornalista ed ha tre figli ancora piccoli. Non a caso e’ salito al Quirinale con il suo monovolume Fiat Ulisse, con tanto di seggiolino per il bebe’ sui sedili posteriori.

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