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Pd, i “dissidenti” sono cinquanta, la metà potrebbe votare contro il governo

Il premier incaricato Enrico Letta ha un alleato di peso dentro il Pd: Matteo Renzi e’ fiducioso che fara’ ”un buon governo” cosi’ come che il Pd votera’ ”compatto” al momento del voto di fiducia altrimenti, ammette con un eufemismo il sindaco di Firenze, ”ci sara’ un bel problemino”. Nonostante diplomazie e ultimatum, pero’, l’area dei dissidenti dentro il Pd resiste seppur in un numero limitato. ”Quelli a disagio sono cinquanta, quelli che invece si manifesteranno sono la meta”’, confessa Pippo Civati, per ora intenzionato a votare contro e addirittura a lasciare la carica di deputato. L’entita’ dei dissidenti, in realta’, non si potra’ capire finche’ non sara’ nota la lista dei ministri. Come hanno evidenziato oggi anche i segretari locali, ministri ”indigeribili” del centrodestra e il mancato rinnovamento, anche tra i nomi del centrosinistra, renderebbe piu’ in salita convincere gli elettori sul territorio della necessita’ di un governo di larghe intese. Anche perche’, hanno evidenziato i segretari locali, la base deve ancora smaltire la delusione per la gestione della partita Quirinale, che ha portato fino all’occupazione di alcune sedi di partito. Aspetta di conoscere quali saranno i ministri, ad esempio, Laura Puppato che si augura che il numero di dicasteri al Pdl sia ”il minore possibile” mentre piu’ critico appare Civati che sul suo blog cita tutte le dichiarazioni di Letta e di Bersani contro il governissimo. Fiducioso, invece, sulle capacita’ del vicesegretario del Pd si dice Matteo Renzi. ”Letta ha tutte le condizioni – sostiene – per poter superare le difficolta’ e le insidie. Non sara’ facile. Pero’ adesso basta con i giochini della politica”. Il sindaco di Firenze, pur non avendo ancora sciolto la riserva sulle sue intenzioni di candidarsi alla leadership del partito al prossimo congresso, gioca un ruolo da mediatore sul braccio di ferro tra chi minaccia il no alla fiducia e chi paventa espulsioni. ”E’ sbagliato dire a prescindere – osserva Renzi – io non lo voto: invito tutti ad ascoltare Letta in Parlamento. E’ un tantino prematuro dire ‘io non lo voto’, ‘allora io ti espello”. Cosi’ come e’ ”prematuro” per Renzi dire se tentera’ al congresso di scalare il partito. Visto che viene escluso da piu’ parti che sara’ lui a guidare il Pd nel periodo di ‘vacatio’ fino al congresso mentre e’ piu’ probabile un comitato di reggenti o una guida transitoria affidata magari a una personalita’ come Guglielmo Epifani. Per il rottamatore e’ presto, ”una cosa da addetti ai lavori”, parlare ”di quello che accadra’ al congresso di ottobre”, frena il sindaco di Firenze che pero’ non manca di dirsi ”molto felice del consenso tra i cittadini”.

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