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Islanda, vince l’opposizione anti-Ue. Crolla il centrosinistra

L’opposizione di centrodestra, contraria all’adesione all’Ue, ha vinto le elezioni in Islanda: lo spoglio conferma sostanzialmente i dati delle prime proiezioni che vedono i Verdi e i Socialdemocratici nettamente sconfitti dopo 5 anni di governo.

Secondo uno spoglio parziale, il Partito dell’Indipendenza (destra) di Bjarni Benediktsson, 43 anni, è al 25%, ottenendo 19 seggi. Il Partito del Progresso (centrista e agrario) di David Gunnlaugsson, 38 anni, si attesterebbe al 22% dei voti, con 18 seggi. I due partiti avrebbero quindi la netta maggioranza nel parlamento islandese, che ha 63 seggi.

Lontanissimi al momento i due partiti del governo uscente, quello che ha gestito la fase seguita alla svolta e alle nazionalizzazione delle banche con cui l’isola fece fronte al tracollo finanziario del 2008: vale a dire l’Alleanza (socialdemocratica), indicata al 13% (nove seggi), e il Movimento verdi-sinistra, con una percentuale simile e sempre nove seggi. Otterrebbe 6 seggi anche il partito Futuro luminoso, fondato nel 2012, centrista e pro euro. A succedere alla prima ministra socialdemocratica Johanna Sigurdardottir, 70 anni, sarà probabilmente uno dei due leader vincitori nelle urne.

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