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INTER/ Zanetti crac: “La mia carriera non è finita

L’infortunio piu’ brutto della carriera alle porte dei quarant’anni. E’ successo a Javier Zanetti, capitano e bandiera dell’Inter, accasciatosi sul terreno di gioco del Renzo Barbera al 14′ della sfida contro il Palermo a causa della lesione al tendine d’Achille sinistro, confermata dagli esami effettuati in serata al San Matteo di Pavia. ”La mia carriera non e’ finita – dice l’argentino all’ uscita dalla struttura – Dopo tanti chilometri dovevo cambiare le gomme, ma credo nella possibilita’ di tornare ancora piu’ forte. Mi dispiace per questa stagione, gli infortuni fanno parte del mestiere e possono capitare. Non so ancora quali saranno i tempi di recupero, ora decideremo quando operarmi. La cosa che voglio di piu’ e’ tornare dai miei compagni, ringrazio i tifosi e il presidente per i messaggi d’affetto. Stramaccioni resta? Decidera’ la societa’, fara’ un’Inter ancora piu’ forte e ci saro’ anch’io”. Il capitano nerazzurro sembra determinato a rientrare nonostante il grave infortunio, difficilissimo da digerire per un classe ’73, che aveva gia’ manifestato la volonta’ di proseguire almeno per un’altra stagione. Per l’Inter, colpita anche dall’infortunio di Silvestre (lesione di secondo grado all’adduttore lungo della coscia destra) e’ l’ennesima beffa di una stagione stregata, al culmine di una normalissima azione di gioco. Una volata sulla fascia, un cross basso intercettato dalla difesa avversaria e qualcosa che va storto. Il giocatore fa ampi cenni verso la propria panchina, si porta le mani al volto e viene immediatamente soccorso da medico sociale e massaggiatori. Portato via in barella, riceve gli applausi del pubblico avversario, che intuisce la gravita’ del problema. ”Non so se sono stato toccato, ad un certo punto ho sentito tirare, un dolore fortissimo. Superero’ anche questa”, le prime dichiarazioni di Zanetti a Mediaset. Solo altre due volte da quando e’ a Milano il capitano nerazzurro si e’ fermato per un lungo periodo di tempo: nel 2005 salto’ 14 partite per uno stiramento, sempre a Palermo accuso’ invece uno pneumotorace nel 2010 a causa di una pallonata, ma si riprese dopo un mese. Nulla a che vedere con quanto accaduto questa volta. Come evidenziato da Stramaccioni a fine gara, l’infortunio di Zanetti priva la squadra non di un semplice giocatore, ma di un punto di riferimento. ”Ha una lesione al tendine d’Achille del piede sinistro – dice il tecnico a fine gara – E’ un altro brutto colpo soprattutto perche’ il valore del capitano, in un momento cosi’ difficile, per noi e’ incredibile. E’ una situazione che e’ anche difficile commentare”. Negli spogliatoi dell’Inter c’e’ sconcerto. ”Siamo dispiaciutissimi per Pupi, lui e’ il faro di questa Inter”, commenta Andrea Ranocchia, che ha ereditato la fascia di capitano dopo l’uscita dal campo dell’argentino. Tanti i messaggi dei tifosi e dei semplici appassionati apparsi in rete in sostegno del giocatore, non il primo tra i nerazzurri a patire un infortunio del genere. Gabi Mudingayi (che ha rincuorato Zanetti attraverso Twitter, cosi’ come l’attaccante della Fiorentina Giuseppe Rossi) e’ incappato nella stessa sorte il 27 gennaio contro il Torino, mentre Stankovic e’ stato operato due volte nel 2012 al tendine d’Achille ed e’ tornato il 10 febbraio dopo nove mesi di inattivita’. Stessa sorte il 9 dicembre per il milanista Nigel De Jong, tuttora fermo ai box. L’in bocca al lupo arriva anche da Antonio Conte: ”Voglio rivedere Javier in campo presto”, le parole del tecnico della Juve. I tifosi del Milan al Meazza hanno invece intonato cori di scherno verso l’argentino. ”Cose che capitano, l’importante e’ che siano di piu’ le persone che mi vogliono bene”, e’ stato il commento in serata di Zanetti.

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