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Tar del Lazio conferma, Ingroia ad Aosta. Ma c’è ancora un ricorso pendente (23 maggio)

Se vuole continuare a fare il magistrato Antonio Ingroia deve rassegnarsi a fare le valigie e prendere il treno per Aosta. Resta confermata la sua reimmissione in ruolo presso la Procura di Aosta come pubblico ministero. A partire dal prossimo 2 maggio, che però potrebbe slittare al 16 maggio, due settimane in più. Il Tar del Lazio, informano le agenzie di stampa, ha così bocciato il provvedimento di sospensiva al trasferimento presentato dall’ex pm di Palermo e leader di Rivoluzione civile, ora ribattezzata Azione civile. L’udienza collegiale è stata poi fissata per il 23 maggio. Ingroia aveva preso un’aspettativa elettorale per partecipare alle politiche alla guida del movimento Rivoluzione civile. Non è stato eletto e il Csm lo scorso 11 aprile ha stabilito che la sua successiva destinazione di lavoro come sostituto procuratore sarebbe stata Aosta, unica città in cui non si è candidato alle politiche di febbraio. Nel frattempo il presidente della Regione Sicilia, Crocetta aveva offerto a Ingroia l’incarico di presidente della società ma anche in questo caso il Csm aveva negato la possibilità di accettare l’incarico.
Contro tali disposizioni e il conseguente decreto ministeriale firmato dall’ex ministro della Giustizia, Paola Severino, il successivo 16 aprile, l’ex pm di Palermo aveva fatto ricorso ma il Tar del Lazio gli ha negato la sospensiva al trasferimento con un decreto cautelare del presidente della I sezione quater del Tar del Lazio, Elia Orciuolo. L’udienza collegiale è stata poi fissata per il 23 maggio ma intanto i giudici hanno ritenuto opportuna “la necessità che l’Amministrazione della Giustizia si avvalga comunque, allo stato, della prestazione lavorativa del ricorrente”, ovvero di Ingroia. Inoltre il presidente Orciuolo, non avrebbe riconosciuto al ricorso di Ingroia il “presupposto della estrema gravità ed urgenza ai fini dell”adozione di misure cautelari monocratiche”, considerando “che si va a fissare in tempi brevi l’udienza per l’esame collegiale della istanza cautelare”. Nel decreto infatti si legge che “gli effetti della esecuzione del provvedimento impugnato concernente la destinazione a sede dove prestare servizio sono neutralizzabili in tempi brevi in caso di esito favorevole della istanza cautelare, cosicchè non è plausibilmente ipotizzabile un pregiudizio grave ed irreparabile derivante dalla stessa esecuzione”. E Ingroia scrive così in un tweet: “Stanno girando voci incontrollate su un rigetto del Tar al mio ricorso contro il mio trasferimento ad Aosta che smentisco categoricamente. Non è così. Lo discuteranno il prossimo 23 maggio, quando si riunirà il collegio. La data mi è stata comunicata ufficialmente”.

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