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SCENARI/ Letta attento, serve qualcuno che guardi le spalla al neo-ministro Lorenzin

Al Ministero della salute sono tutti con fiato sospeso, anche se ne hanno viste di tutti i colori, la Meg Ryan della politica romana (per la sua somiglianza con la nota attrice americana) è davvero una grossa incognità. Un vaso di coccio berlusconiano tra i cento vasi di ferro bindiani (intesi come direttori generali di stretta osservanza, legati all’ex ministro Rosy Bindi). Sopravviverà, che cosa saprà fare, chi la tutelerà? Perchè Beatrice Lorenzin, neo ministro, uno dei volti giovani e ‘freschi’ del nuovo governo Letta è tutt’altro che competente in materia sanitaria e arriva in un monento a dir poco complicato per il settore. La sua preparazione non e’ sulla carta al livello di quella delle sue predecessori dello stesso genere al ministero della Salute, come Tina Anselmi, Maria Pia Garavaglia, Rosy Bindi e Livia Turco. Il suo curriculum e’ insolito per un incarico cosi’ importante. Tanto che persino gli stessi elettori del PdL riconoscono le ‘carenze’ sotto il profilo dell’esperienza. Bastera’ un background da segretaria, prima, e coordinatrice del partito a livello regionale e nazionale, poi, per gestire una struttura da 110 miliardi di euro colma di problemi da risolvere, come corruzione, casi di mala sanita’, ospedali senza posti letto o che chiudono per via dei tagli al settore? Con il tempo Lorenzin, 41 anni, ha ricoperto diversi incarichi all’interno del partito, ma mai nessuno che riguardasse la sanita’. Arrivata alla Camera dei deputati nel 2008 si e’ occupata principalmente di affari Costituzionali, attuazione del federalismo fiscale e temi dell’infanzia. Si e’ iscritta all’organizzazione giovanile di Forza Italia nel 1996 ed e’ stata coordinatrice delle giovanili del Lazio e poi di quelle nazionali fino al 2008. Nel 2001 viene eletta al consiglio comunale di Roma. Nel 2008 approda alla Camera, dove viene riconfermata con le elezioni del 2013. Sempre quest’anno viene inizialmente candidata alla presidenza della regione Lazio con il PdL, poi il Cavaliere ha un ripensamento e si affida, con pessimi risultati, all’usato sicuro Francesco Storace. L Lorenzin e’ inoltre iscritta a Vedrò, il ‘think tank’ promosso dal neo premier. Basta a farne un ministro di serie A? Finirà condizionata dai vecchi marpioni del ministero? Servirebbe un tutore autorevole ed esperto, un consigliere, un capo di gabinetto in grado per lo meno di proteggerle le spalle? Hanno pensato a tutto questo i negoziatori Pd-Pdl quando hanno inventato il governo Letta. O hanno ragionato alla carlona, affastellando alla rinfusa personaggi da gratificare o da piazzare per servizi resi? In questo caso c’è di mezzo la salute degli italiani. Al ministero dell’Eur serve una guida autorevole e sicura.

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