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Zingaretti, più merito e trasparenza, nuovi criteri per i Dg. Sarà vero?

Nella sanita’ del Lazio parte la ”rivoluzione del merito”: parola del governatore Nicola Zingaretti che oggi ha presentato le nuove norme per la nomina dei direttori generali delle Asl, delle aziende ospedaliere e degli Istituti di ricovero e cura a carattere scientifico (Irccs). Criteri piu’ stringenti di esperienza, piu’ trasparenti ma soprattutto sganciati dalle ”logiche politiche e di lobby” grazie a una commissione esterna completamente indicata dall’Agenas, di cui era oggi presente il presidente Giovanni Bissoni. Cosa cambia rispetto al passato nella selezione dei dirigenti? Se gia’ la recente normativa aveva introdotto una stretta sui criteri di scelta, la Regione Lazio, ha affermato Zingaretti, ha scelto di andare oltre: se prima la commissione era composta da tre persone indicate dalla Regione, e la nuova legge aveva introdotto nella terna un membro dell’Agenas, con i criteri presentati oggi per il Lazio tutti e tre i membri saranno scelti dall’Agenzia. Inoltre non bastera’ piu’ solo un buon curriculum: sul modello dell’Emilia sara’ istituita una scheda operativa dettagliatissima sulle esperienze passate dell’aspirante dirigente che sara’ sottoposto anche a un colloquio diretto, come avviene per le aziende piu’ importanti. Per i manager che vengono dal pubblico, non bastera’ piu’ aver diretto una Unita’ operativa semplice: vale solo la direzione di una Unita’ complessa. E per chi viene invece dal privato? Se prima bastava aver diretto una qualunque azienda, ora per dirigere una struttura del Lazio bisognera’ esser stati almeno amministratori unici o delegati, o presidenti del Cda di una societa’ per azioni. Infine, il capitolo trasparenza: addio carta, tutta la documentazione sara’ presentata e consultabile on line. Insomma ”solo i migliori”, ha detto Zingaretti, potranno rientrare nell’elenco di dirigenti tra cui la Regione potra’ scegliere, e che sara’ aggiornato ogni due anni. Il tempo per presentare la domanda e’ di 30 giorni dalla pubblicazione dell’avviso in Gazzetta ufficiale. Tutto bello, scintillante, innovativo. Sarà vero? E quando andrà in scena questo spettacolo? E i settecento manager già censiti e presenti nella graduatoria dopo apposita scrupolosa cernita? Con questi criteri sarebbero (saranno) quasi tutti fuori. E i manager (di casacca variabile) che oggi governano (male) la sanità laziale che ne sarà? Verranno tutti subito avvicendati? Anche la Polverini aveva sbandierato la sua rivoluzione a poche settimane dall’insediamento. E’ rimasta lettera morta. Zinga avrà maggior fortuna?

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