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La linea-Zingaretti:dallo stop all’Asp risparmi e maggior controllo spesa


L’Agenzia di Sanità Pubblica della Regione Lazio va chiusa e le sue competenze devono passare agli uffici regionali e all’Asl Roma E, così come previsto dall’articolo 34 della proposta di legge regionale n. 9”. Lo ha dichiarato Teresa Petrangolini, consigliere segretario membro dell’Ufficio di presidenza del Consiglio regionale del Lazio, durante la seduta odierna della commissione Sanità e Politiche sociali, avente all’ordine del giorno il parere in secondaria proprio sul citato articolo 34 del ‘collegato’ alla Legge finanziaria regionale. “Senza entrare nel merito di come abbia operato in questi anni l’Asp – ha aggiunto Petrangolini – anche dando per certo che lo abbia fatto nel migliore dei modi, non è possibile pensare di tenere in vita un’Agenzia che costa 16 milioni l’anno, il doppio dell’Agenas, l’Agenzia nazionale per i servizi sanitari regionali. Del resto si tratta di una scelta già operata da altre regioni, come ad esempio, il Piemonte e il Friuli Venezia Giulia”.

Un’operazione, ha spiegato la consigliera del gruppo ‘Per il Lazio’, che non tocca il personale dipendente, che transiterà nei ruoli della Regione e neanche le attività di programmazione e controllo, che verranno trasferite in parte agli uffici dell’assessorato e in parte al dipartimento di Epidemiologia dell’Asl Roma E. “La riduzione dei costi – ha precisato Petrangolini – agirà su voci di gestione che non avranno più motivo di esistere con l’internalizzazione delle funzioni, come le indennità dei membri del CdA, del direttore generale e del collegio dei revisori contabili, nonché le spese per le consulenze, gli acquisti di servizi e l’affitto degli uffici, solo per fare alcuni esempi. È bene ricordare – ha concluso Petrangolini – che la Sanità regionale è sotto regime commissariale, per cui sia come giunta che come Consiglio abbiamo margini stretti di manovra. Ma proprio per questo, anche i risparmi che si possono ottenere da semplici razionalizzazioni delle strutture, serviranno a ridurre il deficit e a velocizzare l’uscita dall’emergenza e dal commissariamento, attraverso un maggiore controllo della spesa sanitaria, senza conseguenze nei servizi per i cittadini”.

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