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Pirlo, addio all’azzurro, ma dopo il Brasile

Andrea Pirlo svestira’ l’azzurro nel 2014, dopo i Mondiali in Brasile. Un addio annunciato oggi, alla presentazione della sua autobiografia. ”Penso – ha detto il centrocampista bresciano, 34 anni il 19 maggio – che i Mondiali saranno l’ultimo appuntamento con la maglia azzurra: bisogna lasciare spazio ai giovani”. Se non cambiera’ idea, Pirlo chiudera’, con oltre 100 gettoni di presenza nella nazionale maggiore – oggi ne ha collezionati 97 -, una carriera in azzurro cominciata, con Trapattoni ct, nel settembre 2002: Azerbaijan-Italia 0-2, partita di qualificazione agli Europei 2004. Una lunga fedelta’, quella di Pirlo, che ha avuto il momento piu’ bello nella magica notte di Berlino, il 9 luglio 2006, quando l’Italia si laureo’ campione del mondo dopo avere battuto la Francia. Capitano per la prima volta a Tallinn, nel 2010, in un match per le qualificazioni all’Europeo 2012. Qualche mese prima, il Mondiale in Sudafrica tutto da dimenticare: per colpa di un infortunio ad un polpaccio, Pirlo aveva giocato solo un pezzo dell’ultima partita prima dell’eliminazione. Grande protagonista ad Euro 2012, fino a quando l’Italia non si era dovuta inchinare in finale alla Spagna, in quell’estate pareva che l’addio all’azzurro di Pirlo fosse cosa imminente. Cesare Prandelli aveva fugato ogni dubbio confermandogli piena fiducia in ottobre: ”Ho avuto un confronto con lui – aveva rivelato il ct azzurro, pochi giorni prima di stilare la lista dei convocati per le gare con Armenia e Danimarca – sente di volere ancora essere un punto di riferimento con la maglia azzurra. Vuole arrivare con noi ai Mondiali”. Il Brasile sara’ uno dei grandi traguardi di Pirlo nella prossima stagione: nel 2014 compira’ 35 anni, ma il centrocampista bresciano, che ha contribuito a fare tornare grande la Juventus dopo dieci anni al Milan, non si pone limiti per la prossima stagione. Vorrebbe la Champions con la Juventus e sogna gia’ di sfidare i brasiliani a casa loro. Poi potra’ anche lasciare l’azzurro. Alla ‘pensione’, invece, non ci pensa ancora. ”Nel club – ha detto oggi – continuero’ finche’ avro’ passione e mi sentiro’ importante, altrimenti saro’ il primo a tirarmi fuori”. Per lui si potrebbe profilare una carriera da allenatore. E in questo caso sa gia’ a chi ispirarsi: ”Conte mi ha dato tanto dal punto di vista tattico, mi ha sorpreso. Se un giorno faro’ l’allenatore, mi ispirero’ a lui…”

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