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Femminicidio, neologismo crudo ed efficace. Ci sono vie d’uscita?

La parola d’ordine oggi è femminicidio, neologismo crudo ed efficace. Ci aprono le prime pagine dei giornali e dei Tg, la mattanza continua, le donne continuano ad essere uccise con una cadenza impressionante, oggi tre, ma decine negli ultimi mesi.Qualcuno propone leggi e inasprimento delle pene, qualcun altro suggerisce o invoca una rivoluzione culturale. Sembriamo civili, evoluti, non lo siamo, c’è un ministero, quello delle pari opportunità privo non solo di portafoglio ma di capacità di impatto, di dignità. La donna viene sempre dopo, l’uomo è più forte e sfoga il suo risentimento , la sua frustrazione, impone il suo senso di possesso, di superiorità. Ci deve pur essere un modo di invertire la tendenza, di svoltare. I media aiutano o sono inconsapevolente complici del degrado? Chi si assume il compito di educare, di restituire dignità? C’è solo tanta retorica, soprattutto da parte maschile e c’è spesso poca lucidità dall’altra parte del cielo. Ci sono le leggi, c’è la parità (virtuale), ci sono le quote rosa. Ma le donne stentano ad uscire dal recinto, nessuno le agevola sul serio, e questa apparente debolezza equivale ad un senso di resa nei confronti del maschio bombardato di messaggi a senso unico. La tensione, la violenza che si respira nell’aria fa il resto, il prezzo di una vita umana è fortemente svalutato di questi tempi, si uccide per poco, ci si suicida per disperazione. Ma così non può essere. E una via d’uscita, faticosamente, va trovata.

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