| categoria: sanità Lazio

Il Forlanini cade a pezzi, il San Camillo annega nei problemi. E il manager Morrone vacilla

Il Forlanini cade a pezzi, il San Camillo annega nei problemi, qualcuno soffia sul fuoco della contestazione (sindacati?) approfittando del caos generale che paralizza la sanità laziale. Colpa della Polverini? Certo l’ex governatore ha lasciato macerie e manager discutibili alle spalle ma Zingaretti deve ancora costruire la sua squadra per il settore (e questa è una gravissima responsabilità) ed è in grado solo di balbettare qualche provvedimento. Uno dei suoi fedelissimi è in cabina di regia, uno degli uomini neri della Polverini, Magrini, è stato tolto di mezzo, altri come Romano hanno lasciato la scrivania, Palumbo l’uomo della provvidenza mandato da Monti se n’è andato, i due nuovi alti dirigenti chiamati da “Zinga”, Flori de Grassi e pare Ripa di Meana devono ancora arrivare. Neanche un subcommissario a disposizione (Letta ha altro da pensare), insomma alla sanità regionale non pensa nessuno. Nel frattempo alcune situazioni scoppiano. Come quella del San Camillo Forlanini . La Uil chiede la rimozione, previa verifica come vuole la legge in vigore del manager Aldo Morrone. “Apprendiamo con vivo sconcerto l’invio di una lettera a firma del direttore del Servizio di Anestesia, rianimazione e terapia del dolore del Dipartimento di malattie polmonari, il cui contenuto, qualora corrispondesse al vero metterebbe in evidenza, ancora una volta, una situazione di grande criticità, sprechi e favoritismi, all’interno dell’azienda ospedaliera San Camillo Forlanini”, dichara il segretario organizzativo della Uil Fpl di Roma, Paolo Dominici. “Si evidenziano presunti favoritismi personali non accettabili sul piano organizzativo dell’azienda, a partire dall’affidamento di tutta l’attività di urgenza al responsabile del Cri (Uoc Shock e Trauma) gestita da un dirigente di I livello quando nell’ospedale ci sono 4 dirigenti di II livello i quali svolgono attività molto meno importanti. Inoltre – prosegue – sembra che la direzione generale abbia affidato l’urgenza neonatale e pediatrica aziendale ad anestesisti non forniti di specifica competenza e/o a strutture sanitarie o figure professionali non afferenti all’azienda. In merito a questo, ci risulta che giorni fa un bambino di 2 anni circa è stato operato al San Camillo Forlanini assistino da un medico non afferente la struttura che pero sembra non risultare nel verbale operatorio. Questo è gravissimo -prosegue Dominici – per questo chiediamo immediate verifiche sulla veridicità della cosa. Ed infine si denuncia la mancata riorganizzazione dei servizi di Anestesia e rianimazione afferenti alla piastra e all’assegnazione al Sar 1 (servizio Anestesia e rianimazione) delle camere operatorie d’urgenza del Dea e di una terapia intensiva post-operatoria, comprensiva di 2 posti letto di pediatria, indispensabile per una corretta attività chirurgico-anestesiologica che afferisce al servizio”. “Questi ulteriori elementi – conclude Dominici – che si aggiungono alle denunce che stiamo facendo da svariato tempo, dimostrano come l’attuale direttore generale Aldo Morrone, a nostro avviso, sia assolutamente inadeguato a ricoprire questo ruolo”. E Morrone è stato uomo vicinissimo alla Polverini. Cacciarlo? Prepararsi a sostituirlo? Sembra che Zingaretti abbia preso un po’ troppo alla leggera il suo ruolo di commissario alla sanità regionale.
Redazione Online-news

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