| categoria: Roma e Lazio

Marino contestato e strattonato dagli animalisti a Campo de’fiori

Animalisti scatenati contro Ignazio Marino, contestazione per il candidato sindaco a Campo de’ Fiori. Lui non se l’aspettava ed è sotto choc. Ma la politica è anche questo. “Vivisezione falsa scienza, Marino non hai coscienza” ha urlato un gruppo di Animalisti Italiani che ha circondato l’aspirante primo cittadino Pd e lo ha seguito tra i banchi del mercato durante il suo giro elettorale nel centro di Roma. Quando esercitava la professione di medico, Marino ammise di aver praticato vivisezione negli Usa, anche su scimmie, per cercare una cura all’Aids. I manifestanti, alcuni a torso nudo e con le mani sporche di vernice rossa come sangue, hanno continuato a gridargli slogan come “Marino fai tu il babbuino”, “No alle pellicce di Gattinoni”, costringendo il candidato sindaco del centrosinistra a rifugiarsi nell’androne di un palazzo di piazza Farnese. La contestazione mirava anche a Stefano Dominella, presidente della casa di moda Gattinoni e candidato nella lista civica Marino. Più tardi Dominella dichiarerà: “Mai realizzato collezioni con vera pelliccia”. Momenti di tensione poi con un banco del mercato ribaltato e la denuncia da parte di Marino dell’aggressione a tre suoi tre collaboratori. Polizia e carabinieri, dopo circa mezz’ora, hanno disperso i manifestanti. “Sono pronto a un confronto sul tema della ricerca scientifica e delle cure mediche, non a una aggressione fisica, con vestiti macchiati e addirittura una ragazza buttata a terra e ferita a una spalla. Non è questo il modo civile di affrontare una discussione così importante” ha commentato Marino. “Voglio precisare – ha poi aggiunto – che io non mi sto candidando a fare il presidente del Cnr ma il sindaco di Roma e in Campidoglio avremo una consulta per i diritti animali, misure come il rispetto e il supporto ad animalisti con canili e gattili, oltre al trasferimento delle botticelle in parchi, senza che gli animali soffrano”. E ancora: “Ho chiesto se potessero farmi avere un megafono per rispondere e dialogare ma i manifestanti me lo hanno impedito”. Poi, nel pomeriggio, “anche sul web i toni inaccettabili: post minacciosi sui social network (ad esempio ‘E questo e’ solo l’iniziò) dimostrano l’assoluta indisponibilità al dialogo di persone che scelgono le minacce e gli insulti al posto del confronto” così ha concluso Marino

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