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Uccisa: ha resistito allo stupratore. Vince la legge della violenza

Donoratico (Livorno) - Arrestato il senegalese per l'omicidio di Ilaria Leone (foto nel tondo in alto)


Ilaria Leone e’ stata prima percossa con violenza e strangolata a mani nude. E’ morta perché ha tentato di difendersi da chi voleva violentarla. Sono i primi elementi che emergono dall’autopsia sul corpo della ragazza di diciannove anni uccisa la notte del primo maggio e poi abbandonata in un uliveto nei pressi di Castagneto Carducci, in provincia di Livorno.
Tanto che la causa della morte, secondo quanto emerso dall’autopsia, non sarebbe stato lo strangolamento, come apparso all’inizio, ma la ragazza sarebbe stata soffocata dal sangue che copioso e’ uscito dalle ferite al setto nasale causate dalle botte ricevute: la massiva broncoaspirazione di sangue le avrebbe impedito di respirare.
Molto probabilmente, secondo gli inquirenti, la colluttazione sarebbe avvenuta in un punto piu’ alto del pendio sul quale il corpo e stato trovato. L’assassino ha tentato di abusare della giovane, e, alla reazione della ragazza, l’ha presa per il collo e poi pestata brutalmente. Pensando che fosse già morta l’ha poi trascinata qualche metro più in basso coprendola con delle frasche. Ilaria era ancora viva, come testimoniano i segni di trascinamento trovati sulla sua schiena, ma sarebbe morta poco dopo soffocata dal sangue delle ferite al setto nasale.

Non si esclude la presenza di complici, come ha dichiarato stamani il procuratore di Livorno Francesco De Leo titolare dell’indagine. Il pm ha inoltre confermato che tra gli elementi che hanno portato all’individuazione di Ablaye Ndoye, senegalese 34enne, come scritto oggi dal Corriere Fiorentino, c’e’ anche la denuncia fatta da un connazionale del fermato: l’uomo si e’ rivolto ai carabinieri dopo che Ablaye Ndoye gli avrebbe chiesto di cancellare la memoria del telefonino della vittima. «Sembra che il fermato – ha aggiunto De Leo – non fosse gradito alla comunità che lo ospitava, ma che venisse tollerato per il loro senso del dovere». Sempre il procuratore ha spiegato che «allo stato attuale abbiamo elementi che ci fanno pensare a una violenza sessuale».

Intanto Ablaye Ndoye, ha riferito ancora il magistrato, «e’ stato ancora interrogato ma ha continuato a non ammettere la colpa». Nei suoi confronti, ha aggiunto, «il fermo verrà convalidato dal pm Fiorenza Marrara nelle prossime ore, per il reato di omicidio» mentre si è appreso da fonti investigative che il senegalese stava preparandosi a fuggire. L’africano, già in passato era stato protagonista di alcuni episodi di violenza fra cui il danneggiamento di un bar di Donoratico con un’ascia nell’ottobre del 2010. «Ora – ha detto sempre il procuratore – aspettiamo che arrivino le carte sull’esito dell’autopsia: sono stati chiesti anche approfondimenti tossicologici»
«E’ un momento di dolore e la famiglia vuole stare da sola e pensare alla piccola Ilaria», hanno commentato i legali della famiglia della vittima. Il padre, la madre e il fratello della giovane Ilaria si sono affidati a Nicodemo Gentile e Antonio Cozza, due legali perugini noti per aver seguito molti casi di cronaca. Redazione Online News

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