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Israele, allerta a Nord, chiuso lo spazio aereo

Tensione nel nord di Israele a poche ore dal nuovo raid su Damasco: lo Stato ebraico ha infatti elevato lo stato di allerta, nel timore di reazioni dai Paesi confinanti. Per la prima volta dal 2006, quando Israele fu impegnato in un conflitto con gli Hezbollah in Libano, lo spazio aereo della Galilea e’ stato chiuso al traffico di velivoli civili, almeno fino a giovedi’. Nella zona di Haifa e di Safed sono state dislocate batterie anti-aeree Iron Dome, che vanno ad affiancarsi ai Patriot e agli Arrow, gia’ schierati. A Haifa, su ordine del comando militare delle retrovie, viene verificata una volta di piu’ l’agibilita’ dei rifugi pubblici, mentre alla popolazione si ricorda che la difesa migliore da attacchi missilistici e’ garantita dalle ‘stanze protette’ che dovrebbero essere allestite in ogni appartamento. Negli uffici postali inoltre e’ molto cresciuta oggi la richiesta di maschere antigas: ”Quattro volte piu’ che nelle giornate passate”, dicono i funzionari. Anche nelle alture occupate del Golan si respira oggi un’atmosfera di tensione. Per 40 anni e’ stata quella la zona piu’ tranquilla di Israele. Comprensibile dunque lo sbigottimento dei circa 30 mila abitanti ebrei della zona quando negli ultimi giorni, per due volte, hanno sentito sirene di allarme. In un primo momento e’ stato detto loro che si trattava di un normale guasto. Poi, alla luce delle informazioni che giungevano dalla Siria, hanno compreso che probabilmente si trattava di una verifica, nel timore che la prossima volta debbano essere utilizzate per un allarme reale. Per il momento Israele non ostenta in quella zona dispiegamenti di forze. Gli ordini ricevuti dal governo sono di mantenere un basso profilo, nelle speranza che l’eventuale reazione siriana – oggi Damasco ha parlato di ”dichiarazione di guerra” – resti contenuta. Ma anche nel Golan i responsabili municipali hanno dovuto verificare oggi l’efficienza dei sistemi di allarme. E in cielo si susseguono con insistenza i voli degli apparecchi dell’aviazione militare, diretti verso il Libano. Mentre i responsabili si preparano dunque ad affrontare possibili situazioni di emergenza, in serata si e’ svolta a Haifa una piccola manifestazione indetta da giovani attivisti comunisti. Al grido di ‘Giu’ le mani dalla Siria’ hanno sonoramente protestato contro il raid a Damasco e hanno ribadito di essere schierati ”dalla parte della Siria, contro l’imperialismo, contro la reazione e contro il sionismo”.

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