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Cassazione, Santacroce eletto presidente

E’ Giorgio Santacroce il nuovo primo presidente della Cassazione. Lo ha nominato il plenum del Csm. Fino ad oggi, il magistrato e’ stato presidente della Corte d’appello di Roma. Andra’ ora a sostituire Ernesto Lupo, che va in pensione lunedi’ prossimo, alla poltrona piu’ alta di ‘Palazzaccio’.

Spaccatura nel Csm sulla nomina del primo presidente di Cassazione. Tredici i voti espressi in plenum a favore di Giorgio Santacroce, eletto alla guida della Suprema Corte, nove quelli andati all’altro candidato, il presidente della seconda sezione civile della Cassazione, Luigi Rovelli. Quattro gli astenuti, il vicepresidente Michele Vietti, il pg di Cassazione, Gianfranco Ciani, il presidente uscente della Suprema Corte Ernesto Lupo e il laico del Pdl Annibale Marini. Non ha votato, come di norma, il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano.

Magistrato dal 1965, Santacroce ha iniziato la sua carriera come pretore a Napoli. Nel 1970 e’ passato a Roma con funzioni di pm. Nella Capitale e’ stato poi sostituto pg alla Corte d’appello, per andare quindi in Cassazione (1997) con funzioni di giudice. Dal 13 marzo 2008 e’ presidente della Corte d’appello di Roma. Nel corso della sua carriera si e’ distinto per importantissimi processi, soprattutto in materia di terrorismo (le inchieste su Avanguardia nazionale e sugli attentati dei Nap, i processi sui fiancheggiatori di Prima Linea e delle Br), si e’ occupato della strage di Ustica, del sequestro e dell’uccisione del marchese Massimiliano Grazioli ad opera della Banda della Magliana, ha rappresentato l’ufficio del pm in numerosi procedimenti di prevenzione antimafia nei confronti di personaggi come Frank Coppola e Luciano Liggio, e ha sostenuto la pubblica accusa nei processi sulla Loggia P2. In Cassazione si e’ occupato dei delitti del mostro di Firenze, dell’omicidio Calabresi, dei casi Cogne e Marta Russo e dei Black bloc al G8 di Genova. Durante il dibattito in plenum, e’ stata sottolineata la brillante carriera di Santacroce, mentre nessun accenno e’ stato fatto alla cena, risalente al 1988, a cui il magistrato partecipo’, presso lo studio di Cesare Previti a via Cicerone a Roma.

Finita la “travagliata” fase d’avvio della legislatura ora bisogna affrontare il nodo delle riforme. Lo ha detto Giorgio Napolitano intervenendo questo pomeriggio davanti al Plenum del Csm. Commentando l’elezione di Giorgio Santacroce a nuovo Presidente della Corte di Cassazione, Napolitano ha prima sottolineato il clima fattivo in cui si e’ svolta la riunione, e poi ha commentato: “Oggi si apre un nuovo ciclo di attivita’, in corrispondenza con la partenza della 17esima legislatura”. E’ stato, ha aggiunto Napolitano, “un travagliato avvio giunto ad un delicato approdo con la formazione del nuovo Governo, che ora dovra’ dare risposte alle emergenze economiche e sociali e realizzare un programma di riforme istituzionali gia’ tanto a lungo attese e mai conseguite”.

In questa fase, ha aggiunto Napolitano, il Csm “dara’ il suo apporto per la soluzione dei problemi della giustizia”, cosi’ come dovra’ attendersi nuove esortazioni da parte dello Stato. Il quale ha ricordato il messaggio di commiato spedito a Palazzo dei Marescialli il 16 aprile, nella convinzione che sarebbe stata la fine della sua esperienza al Quirinale. “Poi pero’ puo’ accadere l’imprevedibile nella vita delle istituzioni e delle persone”, ha aggiunto, “vi tocchera’ essere ancora destinatari delle mie valutazioni e raccomandazioni. Confido nella vostra attenzione e nel vostro ascolto”. Doti che sono state mostrate nella riunione di oggi: “Debbo dire che la pluralita’ delle candidature, il riconoscimento della difficolta’ nello scegliere tra i vari candidati e il loro alto profilo sono segno confortante della qualita’ delle risorse umane e anche del clima che si e’ venuto a determinare, e questo e’ importante”. Ad ogni modo Napolitano ha voluto sottolineare il “rigore e l’equilibrio” del Presidente uscente, Ernesto Lupo. “Un esercizio cruciale, non sempre facile, affinche’ possa essere riconosciuta l’indipendenza della Magistratura”. E con questo inciso, probabilmente Napolitano ha mandato alla Magistratura il primo messaggio del suo nuovo mandato.

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