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Volano le Borse, record Wall Street, Francoforte e Tokyo

Le Borse internazionali riprendono la corsa al rialzo, dopo aver tirato il fiato ieri, rivedendo i massimi di sempre sulla spinta dei titoli finanziari. In Europa Francoforte (+0,86%) ritocca il proprio record storico col Dax che sale a 8.181,78 punti, in Giappone la Borsa di Tokyo scala quota 14.180,24 punti, toccando la vetta piu’ alta da giugno 2008 e secondo Goldman Sachs Japan, l’indice Nikkei potrebbe centrare quota 16.000 nel giro di un anno grazie alla politica monetaria ultra espansiva messa in campo dal governo nipponico. Al di la’ dell’Atlantico e’ di nuovo record per Wall Street, con l’indice Dow Jones che per la prima volta nella sua storia chiude sopra i 15.000 punti e l’S&P500, che indica l’andamento delle 500 aziende americane a maggiore capitalizzazione, che segna un nuovo record a 1.625,96 punti. Non e’ da meno Piazza Affari, che con un guadagno dell’1,54% e’ oggi maglia rosa tra i listini del Vecchio Continente, staccando la stessa Francoforte, quindi Londra (+0,55%), Madrid (+0,47%) e Parigi (+0,37%). A galvanizzare gli investitori sono state le trimestrali di alcuni giganti bancari come la britannica Hsbc, la tedesca Commerzbank e la francese SocGen, rivelatesi migliori delle attese e che fanno ben sperare per una ripresa del settore. Le prime due hanno messo a segno sui listini rialzi vicino al 3% mentre la terza ha addirittura chiuso col botto (+5,68%). A Milano la corsa agli acquisti sui titoli finanziari ha premiato Banco Popolare (+8,76%), Ubi Banca (+7,61%) quindi Mps (+5,74%), Mediolanum (+4,35%) e Unicredit (+3,51%). L’euforia sui mercati azionari si riflette anche su quello dei titoli di Stato con gli investitori che fanno incetta di asset piu’ redditizi come i Btp e i Bonos spagnoli. E cosi’ lo spread col Bund tedesco precipita a distanza di una settimana nuovamente sotto i 260 punti (256), col tasso sul decennale del Tesoro al 3,86%. Il differenziale della Spagna si attesta a 279 punti base col rendimento dei titoli iberici al 4,08%. Sui mercati valutari, l’euro tiene contro la valuta Usa restando sopra 1,30 dollari, ma in seguito al taglio dei tassi Bce di giovedi’ scorso la flessione contro il biglietto verde e’ stata significativa. Il giorno prima che il presidente Mario Draghi mettesse mano alle forbici, la divisa unica europea era infatti salita fino a 1,3243 dollari, segnando la quotazione piu’ alta dal 25 febbraio scorso.

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