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DIETRO AI FATTI/ La “famiglia” di Sumirago piange un simbolo dell’Italia vincente

Lucido e presente fino all’ultimo, ancora al lavoro nell’azienda prima che il 30 aprile uno scompenso cardiaco aggravasse le sue condizioni di salute, lo stilista Ottavio Missoni, 92 anni compiuti lo scorso 11 febbraio, si e’ spento quando stava per albeggiare nella sua villa a Sumirago, in provincia di Varese. Accanto a lui la moglie Rosita e la famiglia, diventata un simbolo dell’alta moda grazie agli abiti e agli accessori colorati celebri in tutto il mondo. Tutto il paese ha accolto con tristezza e commozione la notizia della morte dello stilista, che diversi dipendenti hanno avuto l’occasione di conoscere personalmente durante i momenti di festa e il lavoro quotidiano in un’azienda che per molti e’ ”come una famiglia”. Negli anni Settanta Ottavio aveva scelto il paese immerso nel verde per costruire il quartier generale della griffe, lo stabilimento e la villa di famiglia con un grande giardino da dove, nelle belle giornate, si scorgono le vette del gruppo del Monte Rosa. In via Luigi Rossi, dove si trova l’abitazione adiacente alla fabbrica e agli uffici, oggi si sono stretti alla moglie di Ottavio, Rosita, e ai figli Angela e Luca, i nipoti e gli amici piu’ intimi. Domenica verra’ aperta la camera ardente, nel cortile dello stabilimento dove nascono le collezioni di abiti colorati. Mentre lunedi’, alle 14.30, il parroco di Sumirago, don Daniele Gandini, che oggi ha fatto visita ai familiari e ha pregato davanti alla salma, celebrera’ i funerali a Gallarate. ”Ricordo quando Ottavio offriva a tutti un brindisi in azienda in occasione del suo compleanno – racconta Carla, una ex dipendente -. Era una persona solare e attenta – prosegue – tanto che mia madre quando e’ andata in pensione, dopo 30 anni di lavoro, piangeva, perche’ Ottavio riusciva a far sentire i dipendenti quasi come parte della propria famiglia”. Per gli abitanti di Sumirago la griffe fondata da Missoni e’ un vero e proprio simbolo, un’azienda che da’ lavoro a 250 persone in un paese di poco piu’ di seimila abitanti, dove Ottavio ha continuato ad essere presente fino alle ultime settimane. Il paese aveva gia’ seguito con apprensione le ricerche del figlio Vittorio, scomparso durante un volo lo scorso gennaio a Los Roques, in Venezuela, insieme alla compagna e a una coppia di amici. Ora si stringe attorno alla famiglia che ha scelto di allestire la camera ardente in azienda, come ultimo omaggio ai dipendenti e alla griffe inventata dallo stilista. ”Ottavio aveva un rapporto profondo con Sumirago – spiega il sindaco Mauro Croci -, era sempre attento ai bisogni del paese, tanto da finanziare diverse attivita’ e le societa’ sportive. L’ho incontrato per l’ultima volta dopo la scomparsa in Venezuela di Vittorio, ha reagito con grande forza, ma penso che ci sia stata una correlazione tra quell’evento e l’aggravarsi delle sue condizioni di salute”.

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