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IL PUNTO/ Al Cavaliere serve che il governo Letta resista a lungo, è questione di sopravvivenza

Il piano è chiaro: esecutivo lungo .Silvio Berlusconi non può permettersi per nessun motivo che il governo Letta inciampi in qualche incidente di percorso. Dopo la condanna Mediaset l’ex premier rischia l’interdizione dai pubblici uffici e l’espulsione dal Parlamento se la Giunta per le autorizzazioni del Senato desse il via libera dopo una sentenza avversa della Cassazione. Vanno poste in atto contromisure e reti di protezione, sperando che sul fronte giudiziario i toni più bassi imposti dal nuovo legale, l’avvocato Franco Coppi, e la Cassazione con un presidente non ostile (appena nominato) facciano il miracolo. Con un rinvio in secondo grado scatterebbe di fatto la prescrizione. E poi quella che sarebbe la soluzione finale: la nomina a senatore a vita.
Già da settimane però il Cavaliere ha iniziato a tendere reti di sicurezza per attutire una eventuale condanna in Cassazione. Il rischio che corre è grosso. A fine anno dovrebbe arrivare la sentenza della Suprema Corte e se la sentenza d’appello dovessere confermata il Cavaliere sarebbe condannato al carcere e interdetto dai pubblici uffici. Il carcere non sarebbe un vero problema: tre dei quattro anni, se confermati, andrebbero scontati con l’indulto. L’ulteriore anno salterebbe grazie alla legge ex Cirielli. Dopo un eventuale verdetto negativo della Cassazione sarebbe la Giunta per le Autorizzazioni del Senato a dover decidere se accogliere l’interdizione dai pubblici uffici (la sentenza d’appello ha confermato il massimo di anni possibili, vale a dire cinque). Questo significherebbe che fino al 2018-2019 l’ex premier non si potrebbe più candidare a elezioni politiche nè fare parte del Parlamento (il che considerando l’età potrebbe essere una soluzione per tutti, ma non per Berlusconi). La Giunta sarebbe chiamata a dichiarare la decadenza dal ruolo di senatore, il cavaliere sarebbe così espulso dall’emiciclo. Cadrebbe così anche lo scudo dell’immunità parlamentare e dopo una eventuale condanna anche per il processo Ruby, questa volta sì potrebbe addirittura finire in carcere.
Strategie? E’ tutta una questione di tempi. A presiedere la Cassazione, è stato chiamato Giorgio Santacroce, presidente della corte d’Appello di Roma. La sua nomina era stata proposta proprio dagli uomini di centrodestra. Potrebbe fare il miracolo. Berlusconi spera ancora nella Consulta sul conflitto di attribuzione sollevato dal suo governo nel 2011 per un legittimo impedimento non riconosciutogli nel 2010. Quella Consulta che la corte d’Appello di Milano ha deciso di non aspettare, ma nella Cassazione ripone le sue aspettative migliori. La Suprema Corte già due volte lo ha prosciolto nei processi Mediatrade. E un ipotetico rinvio in secondo grado significherebbe prescrizione. Non ci sarebbe infatti il tempo per un nuovo appello prima dell’estate del 2014. E poi l’ultimo tassello: l'”arruolamento” di Franco Coppi nel team dei suoi legali. Coppi è uno dei più celebri avvocati italiani, difensore tra gli altri di Giulio Andreotti e recentemente di Sabrina Misseri. Sarà lui a occuparsi della difesa del Cav in vista della Cassazione. L’arrivo di Coppi al fianco di Ghedini e Longo è molto significativo. La sua strategia difensiva è agli antipodi di quella seguita da Berlusconi negli ultimi anni. Niente legittimi impedimenti o rinvii, ma difesa sul merito, e in aula.
Sul piano politico il primo passo sarà quello di spingere perché la Giunta per le Autorizzazioni del Senato scelga un presidente non ostile. In secondo luogo il Cavaliere intende intensificare i contatti con il Quirinale per cercare di mandare in porto il suo vecchio sogno: farsi nominare senatore a vita. Una tale carica lo proteggerebbe ‘a vita’ da ogni tipo di attacco da parte della ‘magistratura rossa’. Infine il governo Letta. Anche se il Cavaliere ha ripetuto più volte che intende tenere separati i piani, quello giudiziario e quello politico, è indubbio che le sorti del premier siano legate a doppio filo con quelle del suo azionista di maggioranza. Il Pd quindi potrebbe avere tutto l’interesse a scongiurare una condanna definitiva.Geniale, machiavellico. Questione di tempo. Quello di Berlusconi scade a fine settembre. O fa cadere il governo subito dopo l’estate e riesce a farsi eleggere in una nuova legislatura prima della Cassazione oppure gli conviene far durare il più a lungo possibile il governo Letta sperando nella nomina di senatore a vita. Sì, sembra che il Cavaliere non abbia alcuna intenzione di far cadere il governo anzitempo: finchè è senatore infatti l’immunità lo proteggerà da ogni attacco. E i problemi del Paese? Possono aspettare.

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