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Monta l’affare delle multe e dei ricorsi annullati. Tra i beneficiati nomi illustri

Multe stracciate e ricorsi annullati, anche al Comune e alla Regione. Nomi illustri negli elenchi delle contravvenzioni cancellate, tra queste anche quelle che riguardano le infrazioni commesse dai fratelli Bernabei, dal 2009 al 2012. Migliaia i verbali spariti.L’affare monta e lo scandalo è dietro l’angolo. Dio questi tempi quando si parla della implicazione nelle multe stracciate di “Soggetti istituzionali” e “numerose persone fisiche – si pensi, tra gli altri, al Comune di Roma e al Consiglio Regionale” cominciano a tremare in molti. Chi non si è mai recato al palazzone di via Ostiense cercando di farsi annullare una multa? Negli elenchi delle migliaia di multe annullate da Tiziana Diamanti e da Angelo Vitali, la prima impiegata e il secondo funzionario dell’Ufficio Contravvenzioni del Campidoglio, entrambi arrestati lunedì scorso, spuntano anche ricorsi annullati a personaggi che hanno occupato posti nel cuore del potere. Nessun politico, però. Ma le persone favorite dai due funzionari infedeli di via Ostiense sono tantissime: 42 verbali annullati a Pietro di Somma, 37 a Maurizio Cardone, 29 a Tania Pompei, 41 a Stefano Tulli. La lista di nomi è sterminata. Ma il vero record di sanzioni cancellate è dei fratelli imprenditori Bernabei: 1.200 multe sparite su un totale di 1.700 elevate. Contravvenzioni che riguardano infrazioni commesse dal 2009 al 2012. È proprio da un esposto anonimo arrivato in Campidoglio lo scorso anno – che riguardava multe mai pagate dai Bernabei – che nasce l’inchiesta.Vitali e Diamanti sono in carcere per concorso in falso ideologico mediante soppressione di atti pubblici. E non è escluso che altri impiegati di quell’ufficio possano averli aiutati. I reati di concussione e di corruzione ai due ancora non sono stati contestati dai sostituti Ilaria Calò e Laura Condemi, titolari dell’indagine. Il sospetto è che le pratiche non siano state fatte sparire dai cervelloni del Comune senza nulla in cambio. Oggi sarà uno dei punti che i due indagati dovranno chiarire nell’interrogatorio dal gip. Ad incastrare i due funzionari sono stati i carabinieri del nucleo investigativo di via In Selci che, oltre ad aver sequestrato migliaia di fascicoli dagli uffici di via Ostiense, si sono avvalsi anche della collaborazione di altri impiegati. In particolar modo prezioso è stato l’aiuto del direttore del dipartimento Risorse Economiche. Si legge nell’ordinanza di custodia cautelare che Pasquale Pelusi racconta di essersi insospettito e di aver approfondito la questione, partendo dalle liste dei ricorsi trattati da Vitali che avevano come motivazione “improcedibile”. “

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